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Fattoria la Sabbionara

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Il complesso agricolo della “Sabbionara” è un tipico aggregato di edifici agricoli a forma di “L”, con il concorso di più edifici con una caratterizzazione unitaria, sia sotto il profilo architettonico che urbanistico. Tali complessi nascevano dall’esigenza di formare un sistema delocalizzato sul territorio dove potessero aggregarsi più nuclei familiari legati all’attività agricola, formando un punto di riferimento e di aiuto reciproco anche per gli insediamenti isolati più prossimi.

Il termine “Sabbionara” è un termine di origine medievale, legato alla presenza di abbondante sabbia nell’area. Ci troviamo infatti in un luogo dove il Guà e il Chiampo confluivano, depositando ghiaie, sabbia, limo e argilla dando origine alla fertile piana alluvionale. Nelle vicine “sabbionare” dei comuni circostanti veniva estratta la sabbia utile nei secoli scorsi per le attività di pulizia degli utensili domestici oltre che per le attività edili.

Esiste documentazione dell’area e del complesso di case e terreni ad uso agricolo fin dal 1500. Nel Settecento i terreni e le case furono di proprietà della famiglia Porto e dal conte Antonio Porto fu poi trasmessa in eredità al nipote Federico Brazzà di Vicenza.

L’area, in parte compromessa nella sua integrità dagli edifici industriali che la stringono da ogni lato, si è rivelata interessante, oltre che per le utilizzazioni agricole che si sono svolte nei secoli (allevamento, allevamento del baco da seta, agricoltura) anche per alcuni rinvenimenti di materiale d’interesse archeologico.

Oggi il complesso ospita attività agricole ed un maneggio.

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