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Due mappe della Valle del Chiampo: Angelo Zanovello (1681) – Giovan Domenico Dall’Acqua (1726)

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Due mappe della Valle del Chiampo datate 1681 e 1726

Riprodotte fedelmente per motivi di conservazione, conoscenza  e  studio

Era il 21 aprile del 1990 quando, con una significativa cerimonia svoltasi nella biblioteca civica in villa Brusarosco, queste due antiche mappe vennero consegnate al Comune dall’Associazione Etnologica Etnografica Valle del Chiampo. In questo modo l’Associazione intendeva commemorare l’opera di due compianti soci, Antonio Boscardin e Bortolo Fracasso che si erano distinti per il recupero e la valorizzazione di questo importante patrimonio documentaristico locale.

Dopo alcuni interventi pubblicati nella “Antologia 2003 della Valle del Chiampo (oggi praticamente introvabile per le poche ed esaurite tirature), l’Amministrazione cittadina si è  posto come Ente promotore di questo nuovo studio accompagnandolo con una proposizione editoriale  particolarmente  indovinata e scientificamente più sfruttabile.

Le due mappe

Si tratta di due preziose testimonianze commissionate, l’una nel 1681 e l’altra nel 1726 dagli organi dell’amministrazione  pubblica della Repubblica Veneta con l’obiettivo di regolamentare e gestire l’uso delle acque, sia a scopo industriale che di irrigazione nonché per determinare i precisi obblighi  di manutenzione ordinaria degli argini  e la ripartizione delle quote di spesa tra comunità locali e privati cittadini confinanti.

Lo Stato Veneto, all’epoca, poneva infatti attraverso le sue severe ed eque magistrature, una notevole attenzione alla valorizazione del territorio, alla sua tutela, alla sua conservazione tanto da imporvi le principali opere idrauliche di controllo e di difesa ( argini, canali, bonifiche e dighe foranee) che ancor oggi contraddistinguono la particolare morfologia della terra veneta.

La prima mappa ( quella del 1681) rappresenta l’asta fluviale del torrente Chiampo, compresa tra i centri abitati di Chiampo e Arzignano con le derivazioni che da questa si dipartono, in particolare la Roza (la Roggia) inserviente per gli edifici  et usi della Comunità di Arzignano, mentre la seconda mappa ( quella del 1726)  si riferisce alle derivazioni d’acqua presentii nel solo territorio di Chiampo.

Come scrive la prof.ssa Sandra Vantini nel suo saggio “ Oggi è ben chiara l’importanza intrinseca delle rappresentazioni cartografiche…, documentazione che preziosa non solo per gli studiosi ma per tutti coloro che, essendo chiamati ad operare sul territorio, hanno necessità di conoscerne le trasformazioni. Analizzare le mappe equivale, infatti, a ricostruire, di un territorio, la geografia del passato ed anche la sua storia “materiale”, individuando i caratteri socio-economici della comunità che l’ha organizzato”

E, leggendo queste mappe, si possono individuare e cogliere molte notizie interessanti: dalla tratteggiata presenza dei numerosi corsi d’acqua accanto ai quali sono segnati i vari Foli ( gli antichi opifici per la lavorazione della lana prima e delle pelli poi) , i vari Mulini, oppure gli usuali andamenti delle Rotte o ancora la presenza di taluni edifici databili quindi con certezza  (dall’antico convento dei Cappuccini alla chiesa di San Rocco).

L’iniziativa editoriale

L’ampiezza e la fragilità conservativa delle mappe non consentono una permanente esposizione al pubblico  “Ecco quindi la soluzione di questa edizione a stampa  – precisa il Sindaco Giorgio Gentilin – scaturita dal suggerimento della Commissione Speciale di Studio “ Cultura, Istruzione e Identità veneta” .  Questa edizione   si differenzia dalla precedente per un fatto molto importante : presenta infatti la riproduzione delle mappe in un formato più ampio e leggibile ( il cd A3), mentre il testo rimasto pressoché invariato. Ciò consente che le immagini , riprodotto con grande fedeltà agli originali, possano essere analizzate ancor più proficuamente .”.

L’assessore alla Cultura, Mattia Pieropan “ Ringraziamo vivamente coloro che  hanno permesso la presente iniziativa : in primo luogo l’autrice dello studio la prof.ssa Sandra Vantini dell’Università di Verona, poi i responsabili della precedente edizione commissionata da Acque del Chiampo spa e quindi i collaboratori dell’Associazione Culturale “ Clampus” onlus e dell’Associazione Culturale “Vale del Grifo”. E annuncia “ Offriremo al pubblico quest’opera a fronte  di un contributo che i singoli cittadini interessati potranno versare sapendo che quanto introitato sarà riservato al recupero storico e culturale  di altro materiale già posseduto dal Comune o di possibile acquisizione”

Il Consigliere delegato all’attività di studio della Cultura Veneta, Giorgio Roncolato “ affidiamo ora l’opera alla lettura  e all’interesse dei nostri concittadini con la consapevolezza che anche questi antichi documenti costituiscono un prezioso contributo alla conoscenza e alla valorizzazione delle nostre origini e conseguentemente della nostra cultura identitaria “.

La mappa di Angelo Zanovello (1681)


La mappa di Giovan Domenico Dall’Acqua (1726)

Le mappe originali sono conservate presso la Biblioteca Civica di Arzignano

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