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Notte Bianca Rossa e Verde – 25.06.2011

10 commenti

“In fondo tutti i giovani sono come te. Vivono di sogni, illusioni, fantasticherie, vivono nella segreta speranza che un incontro possa cambiare la loro vita.”

Fedor Dostoevskij. Le notti bianche, 1848.

Oltre il circolo polare, in prossimità del solstizio estivo, il sole non scende mai sotto l’orizzonte, e quindi non cala mai la notte.
È il sole di mezzanotte, che in certe regioni della Russia del nord viene chiamato “notte bianca…”.
Per la grandezza di Dostoevskij, questo era metafora del sogno che va oltre i confini del giorno, di un desiderio di luce come presenza rivelatrice che squarcia il buio dell’animo.
Ed il sogno era ricerca, e la ricerca scambio, dialogo, incontro.

Quando all’inizio del ventunesimo secolo, alcune grandi città del mondo decisero di organizzare varie iniziative culturali e di intrattenimento durante tutta una nottata, il nome “notte bianca” divenne subito il più appropriato per spiegare la dimensione d’eccezionalità dell’evento e al tempo stesso la sua valenza emotiva.
Sono bisogni universali, momenti di comunione tra popolo, territorio e natura stessa.
Finestre su una dimensione onirica che per un giorno diventa stato di veglia, in un orizzonte capovolto ma specchio della stessa realtà.

Sabato 25 giugno 2011 Arzignano vivrà la sua notte bianca, e non sarà solo una festa.
Quel che accadrà in paese, in tutto il paese, dalle 20 alle 4, solo in superficie avrà l’aria di un veglione collettivo. In realtà sarà molto di più.
Per una notte la biblioteca, i negozi e tutti gli spazi culturali saranno in piena attività e aperti a chiunque, traendo spunto dal momento inconsueto per offrire cultura come concetto di partecipazione, che si muove a traino della vitalità cittadina.
Un’occasione di riflessione che offre la possibilità unica di aprire anche a chi non li frequenta abitualmente, i percorsi e i luoghi artistici e culturali che per una volta svestiranno gli abiti cerimoniosi per presentarsi casual e confidenziali.

Arzignano prenderà possesso di Arzignano.
Occupando il territorio con le risorse commerciali moderne ed antiche.
Mostrando con fierezza e orgoglio la tradizione laboriosa e innovativa che sgorga nella valle e culla sia gli abitanti che gli occupati che arrivano da fuori.
Una festa che è una mèta meritata, quel momento in cui rilassarsi dopo averne conseguito il diritto.
Nulla è più personale e privato di un evento come questo pensato e vissuto solo da chi calca il proprio suolo e da esso trae lavoro, benessere, valori, affetti.
La notte bianca di Arzignano è la notte dell’unità, dell’accesso trasversale alla vita cittadina, dell’adesione di massa allo scambio d’emozioni.
Unità che valica i confini arzignanesi ed arriva ad essere simbolo di un’altra unità, che proprio quest’anno arriva ai 150 anni.
L’Italia unita che Arzignano ricorda, è non solo l’Italia della storia e del passato ma è soprattutto l’Italia del futuro.
Un futuro di unione pur nelle sacrosante esigenze particolari, un futuro di rispetto delle singole identità, siano essere personali o territoriali.
Perché è nel sapere chi siamo che sta la base del dialogo con l’altro.
Ed Arzignano la notte del 25 Giugno saprà riconoscersi in una città unita nello sforzo comune di ricerca e consolidamento di una sua identità, di una sua voce, anche di un suo modo di gioire e festeggiare la luce che non termina col tramonto.

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  1. Andrea scrive:

    Non potreste pubblicare i dettagli evento anche su questo sito?
    Altrimenti, per cosa l’ avreste (recemente) creato a fare?

    Non tutti sono iscritti a Fb…

    • Mattia Pieropan scrive:

      Salve, la programmazione, della Notte Bianca di quest’anno è stata appena pubblicata.
      Di solito è l’ultima cosa che mandiamo in stampa, visto che possono sempre verificarsi cambiamenti negli ultimi giorni (moltissime eventi vengono organizzati dagli esercizi commerciali e coordinare il tutto in un unico programma non sempre è agevole…).

Rispondi a Andrea