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Un ponte tra Italia e Tibet. Mercoledì 15 giugno alle ore 20.30 in Biblioteca presentazione delle attività e dei progetti dell’Associazione Sidare Onlus.

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Mercoledì 15 giugno alle ore 20.30, Biblioteca Civica di Arzignano

Un ponte tra Italia e Tibet

Serata dedicata al Tibet a cura dell’Associazione Sidare Onlus.

Presentazione delle attività e dei progetti dell’Associazione.

“Abbiamo dato vita a questa associazione – spiega Ombretta Ciscato, presidentessa di Sidare – per poter realizzare progetti in favore del popolo tibetano e indiano. Alcuni bambini tibetani non possono accedere alle scuole perché non riescono a versare la piccola retta che viene loro richiesta. Da ogni mio viaggio in India portavo casi di bambini o famiglie con particolari necessità di aiuto e passando parola tra amici e conoscenti si attivava l’aiuto a distanza. I bambini adottati sono diventati sempre più numerosi e così è nata l’esigenza di far nascere Sidare, un associazione di genitori adottivi a distanza.”


Progetto per la costruzione  dell’Istituto “The Bir Sakya Lama’s Society school “secondary”


Uno degli obiettivi prioritari dell’associazione Sidare è intervenire nell’area dell’ Himachal Pradesh situata al confine con il Tibet e il Nepal, quindi area a rischio umanitario perché “ zona cuscinetto” destinata ad accogliere profughi,orfani ,persone malate che vengono espulsi da poverissime famiglie del vicino Nepal o dalle antistanti aree tribali dove praticamente lo stato indiano è assente. Una consistente massa di queste persone è profuga dal Tibet,la fuga è spesso effettuata in condizioni precarie e queste persone arrivano prive di tutto. La componente debole di questa popolazione sono i bambini che vengono abbandonati dalle famiglie (quasi sempre molto numerose) ,nei monasteri o finiscono nei centri di accoglienza , peraltro insufficienti, organizzati dal governo tibetano in esilio. L’area è rurale ,ma la popolazione è molto povera. Le malattie più frequenti sono dovute a malnutrizione o a precarie condizioni igieniche. Le più diffuse sono la tubercolosi ,l’epatite,l’itterizia, il diabete, la lebbra bianca e le malattie broncopolmonari. L’istituto a cui il progetto si rivolge è un monastero tibetano, e i bambini che vengono ospitati vengono normalmente educati per diventare dei monaci, anche se è possibile per loro tornare nelle rispettive famiglie. Il monastero non chiede nulla alle famiglie e i bambini vengono istruiti fino a diciassette anni. Spesso le famiglie li affidano al monastero quando sono piccolissimi, all’età di 5 anni ,molti arrivano accompagnati dal Nepal o dalle aree tribali da adulti che non sono i loro genitori e che si trovano a compiere lo stesso percorso,risparmiando ai genitori le spese del viaggio. Attualmente i bambini frequentanti sono cinquanta e trenta sono i monaci di cui solo alcuni hanno il compito di educare e istruire i bambini. I bambini si alzano la mattina presto, pregano, fanno colazione e poi entrano nelle aule scolastiche del monastero. La vita continua durante il giorno con altre pause di preghiera e di studio. I bambini che abitano vicino, possono vedere i genitori nel fine settimana o recarsi nelle rispettive famiglie; gli altri che sono orfani o hanno i genitori in Tibet o in Nepal, restano nel monastero.
Coerentemente con i propri obiettivi, l’associazione Sidare O.n.l.u.s. ha progettato dunque di aiutare la costruzione dell’ istituto “The Bir Sakya Lama’s Society School” secondary, che si trova a Bir, Distt. Kangra,176077(H.P.) India e che accoglie come si è precisato sopra , bambini tibetani esiliati in India, spesso senza uno dei due genitori, e dà a loro la possibilità di studiare, portandoli fino all’ università. Date le precarie condizione dei bambini di quella zona il monastero riceve molte richieste che non può soddisfare, un ampliamento consentirebbe di accogliere più di 50 nuovi bambini e di aprire un laboratorio adiacente al monastero, per la formazione artigianale di giovani studenti che si specializzerebbero nei classici manufatti tibetani: “ciupa”(abito tipico tibetano), berretti e guanti di lana, gilet di panno di lana, sciarpe,borse e borselli, porta oggetti di stoffa ricamata,tende, stivali tibetani di panno ,ciabatte, oggettistica religiosa e profana. I manufatti possono poi essere venduti nelle vicine aree turistiche ( Uttar Pradesh e Rajasthan) fornendo così un aiuto alle famiglie degli studenti e nei centri del mercato equo- solidale italiano. Le madri dei bambini che frequentano il monastero potrebbero così trovare una piccola occasione di guadagno per migliorare il loro scarso reddito familiare. Un altro servizio che si ritiene urgente,date le precarie strutture sanitarie dell’India,è un’infermeria all’interno della scuola aperta alcune ore al giorno, sia per gli studenti del monastero, sia per la popolazione locale. Questa struttura interna prevederebbe la presenza di un medico una volta la settimana e di un infermiere per il dispensario e i servizi sanitari meno urgenti.

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