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In ricordo di Vincenzo Consolo (Sant’Agata di Militello, 18 febbraio 1933 – Milano, 21 gennaio 2012)

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Vincenzo Consolo (1933 – 2012) è considerato dalla critica uno dei grandi scrittori contemporanei.
Nato a Sant’Agata di Militello (Messina), laureato in Giurisprudenza, si dedica ben presto alla scrittura. Consolo esordì nel 1963 con La ferita dell’aprile, un romanzo sulle battaglie politiche che seguirono in Sicilia alla Seconda Guerra mondiale. Vi si trovano già, filtrati dallo sguardo di un giovane ribelle, i temi che saranno trattati nei romanzi successivi: l’insensatezza della Storia e del potere, l’ottusità di certa cultura cattolica, lo scacco storico subìto dal mondo contadino, l’imbarbarimento e la violenza, l’isolamento degli intellettuali.

Il libro che lo consacra ai vertici della letteratura italiana è Il sorriso dell’ignoto marinaio (1976), dove si narra la rivolta contadina di Alcara Li Fusi nel passaggio dal regime borbonico a quello unitario. Con molti altri libri, da Retablo a Nottetempo casa per casa (Premio Strega 1992), da La pietre di Pantalica a Lo spasimo di Palermo, il suo impegno civile e la sua vena espressionistica si affermano definitivamente. Pur non essendo uno scrittore facile che utilizza un linguaggio sperimentale che mescola elementi dialettali e arcaismi, ha ottenuto ampi riconoscimenti non solo dalla critica ma anche dai lettori.

(da Il Corriere della Sera del 21 gennaio 2012)

 

Nella nostra Biblioteca sono disponibili:

Di qua dal faro, Mondadori 1999

Le pietre di Pantalica, Mondadori 1988

Retablo, Sellerio 1987

Il sorriso dell’ignoto marinaio, Mondadori 1997

 

“Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all’interno, sostare in città e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta di addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca”

 

 

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