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Desaparecidos. Alcuni libri per ricordare una tragedia sudamericana.

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Il metodo repressivo sperimentato dalla dittatura militare Argentina e in altri stati del Sud America tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, basato sulla tortura, sul sequestro, sui campi di concentramento clandestini, sui bambini trattati come bottino di guerra, sull’ omicidio e sull’occultamento dei cadaveri resta una delle macchie più infami del passato recente della storia dell’ umanità.

Tra le vittime della repressione argentina anche Laura Estela Carlotto, figlia del cittadino arzignanese Giulio Carlotto, a cui è dedicato il monumento posto su un’aiuola tra il Liceo “Leonardo da Vinci” e l’Istituto Tecnico “Marco Polo” (Cittadina degli studi) di Arzignano creato da Andrea Bianconi. Fu presente alla cerimonia  di inaugurazione anche la sig.ra Estela Barnes Carlotto, madre di Laura.

 

 

Estela Carlotto è nata a Buenos Aires il 22 ottobre 1930. Si è sposata con Guido Carlotto, piccolo industriale chimico oriundo di Arzignano (VI). Dalla loro unione sono quattro figli: Laura Estela, Claudia, Guido e Remo.
Nel giugno 1977 suo marito Guido viene sequestrato e rilasciato dopo il pagamento di un riscatto. A novembre dello stesso anno viene sequestrata sua figlia Laura Estela. Il 26 giugno 1978 Laura Estela dà alla luce, nell’ospedale militare di Buenos Aires, un bambino che avrebbe voluto chiamare Guido. Il 25 agosto 1978 Laura Estela Carlotto viene assassinata alla periferia di La Plata e la salma viene restituita ai familiari. Esami necroscopici, la testimonianza di altri detenuti e di militari concordano sulle modalità del parto e sul fatto che il bambino è nato sano.
Nel 1978 Estela Carlotto si integra al gruppo “Nonne argentine di nipotini scomparsi” che poi diventerà la “Asociación Abuelas de Plaza de Mayo”, di cui diverrà presidente. La “Asociación Abuelas de Plaza de Mayo” ha recentemente voluto donare alla Biblioteca di Arzignano alcuni libri, citati nella bibliografia che potrete scaricare
cliccando qui (PDF)

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