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Dopo le dimissioni di Papa Benedetto XVI, una bibliografia per comprendere il papato e la Santa Sede

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Libri di Joseph Ratzinger:

L’infanzia di Gesù, Rizzoli, 2012

Caritas in veritate, Libreria editrice vaticana, 2009

L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, Cantagalli, 2005

Fede, verità, tolleranza, Cantagalli, 2003

Gesù di Nazaret, Rizzoli, 2007

Lettera enciclica Deus Caritas est, Libreria editrice vaticana, 2006

La mia vita, San Paolo, 2005

Il sale della terra, San Paolo, 2005

Sul Natale, Lindau, 2005

Testimoni del messaggio cristiano, 2012

 

 

Corrado Augias, I segreti del Vaticano, Mondadori, 2010

Il termine “Vaticano” evoca immediatamente l’immagine dell’immensa piazza antistante la basilica di San Pietro e il monumentale colonnato che l’abbraccia. Tra i fedeli cattolici evoca anche la finestra da cui il papa benedice la folla festante. Ma il Vaticano è molto di più. Stato di diritto tra i più piccoli al mondo, minuscola città dentro la vasta città di Roma, di cui ha condiviso le vicissitudini e di cui costituisce “l’altra faccia”, ha una lunghissima storia, ricca di chiaroscuri e di personaggi più o meno limpidi. E insieme a incredibili tesori artistici, custodisce nei suoi palazzi molti segreti legati a vicende antiche, recenti e contemporanee. Si inizia con Nerone e i primi cristiani sullo sfondo della Roma imperiale per passare poi a Costantino: la sua famosa e apocrifa donazione al papa ha per secoli rappresentato l’atto di nascita del potere temporale della Chiesa. La galleria dei personaggi è ricchissima. Oltre a templari, gesuiti, inquisitori e membri della potente Opus Dei, ci sono, naturalmente, i papi. E con loro gli artisti, ingaggiati per testimoniare, più che la gloria del Creatore, quella del committente. Un tratto sembra legare, agli occhi dell’autore, tutte queste vicende, le più antiche e le più recenti: la commistione fra cielo e terra, fra spiritualità e potere temporale, e il prezzo altissimo che la Chiesa cattolica, unica religione fattasi Stato, ha pagato e paga nel tentativo di conciliare due realtà difficilmente compatibili.

Matthew Fox, La guerra del Papa, Fazi, 2012

“La guerra del Papa” offre una lettura provocatoria degli ultimi tre decenni di corruzione della chiesa cattolica, focalizzando l’attenzione su Joseph Ratzinger e su come la politica “devastatrice” degli ultimi due pontefici possa diventare un’occasione per “reinventare” la cristianità del terzo Millennio. In un’analisi spietata e controcorrente, Matthew Fox indaga le radici della degradazione nella chiesa e offre una nuova chiave di lettura per capire in che senso Benedetto XVI rappresenti un papato in crisi. Fox comincia dall’inizio, quando il futuro papa partecipa come giovane e brillante teologo al Concilio Vaticano II, fino alla sua “conversione”, da pensatore progressista a spregiudicato ecclesiastico: Ratzinger è stato un inquisitore, l’inquisitore capo di Woytila, e per questo ruolo è stato premiato. Fox ci avvicina ad alcuni dei 101 teologi “silenziati” dal potere di Ratzinger, in particolare Häring e Boff, denunciando viceversa gli alleati di Benedetto XVI: l’Opus Dei, i Legionari di Cristo e Comunione e Liberazione. Infine espone la sua visione per un nuovo cattolicesimo, non più fondato sul Vaticano bensì realmente universale, in grado di lodare il pensiero critico, le diversità e la giustizia. Tra critica e speranza, “La guerra del Papa” non è soltanto un affondo sullo stato di salute della Chiesa di oggi, ma auspica la nascita di una nuova era spirituale. Prefazione di Bruce Chilton.

Gianluigi Nuzzi, Sua Santità, Chiarelettere, 2012

Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo “Vaticano S.p.a.” sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l’Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. Le lettere di Boffo, l’ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Vigano che, dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell’Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi (“vittima di una magistratura politicizzata”), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa dì cui nessuno è a conoscenza. E don Juliàn Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller.

Gianluigi Nuzzi, Vaticano Spa, Chiarelettere

Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro parte da un archivio custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti riservati della Santa Sede. Lettere, relazioni, bilanci, verbali, bonifici. Tutto grazie all’archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta: Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L’artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. Titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana, ma anche il denaro lasciato dai fedeli per le messe è stato trasferito in conti personali. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato Vaticano. Tutto in nome di dio.

Roberto Beretta, Le bugie della Chiesa, Piemme, 2003

“Le “bugie” di cui si parla sono in realtà un reticolo variegato di pie tradizioni, spesso gentili e degne di rispetto, fiorite nel campo della religiosità, frammiste però a mezze verità, veri e propri errori, luoghi comuni ed equivoci che, per assuefazione, pigrizia mentale, gusto del folclore e del meraviglioso, hanno assunto agli occhi della gente valore di certezze assolute. Fare chiarezza, potare, sfoltire questo sottobosco può essere dunque, anziché un’opera di dissacrazione premeditata – al limite dello sprezzo per la cosiddetta “pietà popolare” – un servizio alla verità, di cui certe escrescenze devote offuscano lo splendore.” (dalla Prefazione di Leonardo Zega)

Aldo Maria Valli, Piccolo mondo Vaticano, Laterza, 2012

“All’ingresso di porta Sant’Anna, subito dopo il controllo della gendarmeria, sulla destra, c’è un bancomat dello Ior. Si trova in una nicchia ricavata nel muro e, apparentemente, è come tutti i bancomat di questo mondo. Se però vi avvicinate (e siete in compagnia di chi dispone dell’apposita tessera) scoprite che ha una particolarità. Le istruzioni, oltre che in italiano, francese, tedesco, inglese e spagnolo, sono fornite anche nella lingua dei padri. “Carus expectatusque venisti” dice la videata introduttiva: in pratica, “benvenuto”. Dopo di che, ecco l’indicazione operativa: “Inserto scidulam quaeso ut faciundam cognoscas rationem”, che sarebbe come dire “inserisci per favore la scheda, per accedere alle operazioni consentite”. I latinisti hanno un po’ arricciato il naso, perché secondo loro l’adattamento è stato un po’ troppo disinvolto, ma bisogna ammettere che non è facile tradurre in una lingua antica concetti moderni. E una volta inserita la scidula che succede? Quattro le opzioni: “deductio ex pecunia” (prelievo), “rationum aexequatio” (saldo), “negotium argentarium” (movimenti) e “retrahe scidulam deposita” (ritirare la tessera). L’unico problema è che se scegliete la prima opzione dopo pochi secondi il bancomat sputerà fuori comunissimi euro e non preziose monete romane d’oro e d’argento”. Aldo Maria Valli non lesina dettagli, spiega come si entra in Vaticano, racconta curiosità, stranezze e aneddoti, visita il garage del papa, fa un giro nell’appartamento pontificio…

Rudolf Lill, Il potere dei Papi, Laterza, 2008

Lill, grande conoscitore della storia europea, racconta la parabola di una ambiguità relativa alla potestà papale, iniziata nel secolo XI e non ancora conclusa. Il punto di svolta avviene nel crogiulo della lotta intransigente alla modernità e nelle conseguenze della proclamazione, nel 1870, dell’infallibilità e del primato papale come dogmi. Lill descrive come i pontefici da Pio IX a Pio XII abbiano fatto leva su quelle prerogative per ambizione politica. Lo storico tedesco attribuisce a una visione monocratica e autoritaria del potere qualcosa di controproducente e alienante per lo stesso ministero cristiano. Questo libro documenta un problema di grandi proporzioni per il cattolicesimo romano: c’è un mondo intero nel quale abbonda l’insofferenza verso la comunicazione ecclesiastica.

Orgoglio e pregiudizio in Vaticano, Piemme, 2009

La Chiesa oggi ha paura. Della scienza, della democrazia, della modernità. E invece di reagire confrontandosi con il nuovo, nega il progresso, si arrocca su posizioni arcaiche, vieta, sceglie ogni volta la conservazione. E oppone alle istanze di rinnovamento il dogma dell’infallibilità papale. Ripetendo all’infinito questi errori, la Chiesa sta marciando verso la sua fine. Rischia di parlare quasi più solo a se stessa, mentre la massa di fedeli la sente lontana e assente dai problemi del quotidiano, preoccupata di proteggere il proprio potere. Quando anche l’ultimo bacino di fedeli, il Terzo Mondo, tenderà a prosciugarsi grazie al miglioramento delle condizioni di vita, il piedistallo vacillerà. Non è un incallito anticlericale a formulare questa analisi, ma un uomo che della Chiesa fa parte, un cardinale che conosce bene tutti i recessi del Vaticano e degli ambienti ecclesiastici romani. Un uomo che ha vissuto in prima persona molte delle pagine più calde della storia recente e che, conservando l’anonimato, può raccontarne retroscena e conseguenze. La campagna antipreservativo, lo scandalo dei preti pedofili, lo sfarzo dei prelati, l’Opus Dei: l’analisi del cardinale intreccia l’attualità a riflessioni più complesse, che gettano lo scandaglio a fondo, dove fa male.

Claudio Rendina, 101 misteri e segreti del Vaticano, Newton Compton, 2011

Cardinali corrotti e vescovi mondani, banchieri e faccendieri, Ladri e assassini, preti pedofili e cortigiane, e perfino antipapi. Sono questi i protagonisti degli innumerevoli segreti che la storia ufficiale del Vaticano da sempre cerca di occultare. Tra le Mura Leonine si nascondono verità scioccanti e in gran parte ancora sconosciute: gli scandali finanziari (IOR, Banco Ambrosiano, i finanziamenti a Solidarnosc, i rapporti con la Banda della Magliana) e sessuali (porporati assassinati in casa di prostitute, i troppi casi accertati di pedofilia), i legami con i poteri occulti e la massoneria, la finta beneficenza per coprire prestiti e usura, il mercimonio degli annullamenti in Sacra Rota. Ma all’ombra di San Pietro si sono consumati anche efferati delitti e morti inspiegabili, dall’omicidio del capo delle guardie svizzere Estermann alla scomparsa, ancora avvolta nel mistero, di papa Luciani. Claudio Rendina, grande esperto di Storia della Chiesa, mette in luce i retroscena della Curia e della vita in Vaticano, concentrandosi in particolare sugli ultimi quattro papi, da Paolo VI a Benedetto XVI. Cinquant’anni di pontificato in cui si sono verificati alcuni scandali che hanno scosso la Chiesa di Roma dalle fondamenta.

Claudio Rendina, L’oro del Vaticano, Newton Compton, 2010

Nel corso dei secoli, le proprietà della Santa Sede si sono accumulate fino a formare un vero e proprio tesoro. Ben lontani dallo spirito apostolico e dallo spirito di umiltà e povertà raccomandato da Cristo, i rappresentanti di Dio in terra hanno edificato una complessa amministrazione per preservare, accrescere e controllare immobili, opere d’arte, monumenti, ori e denari. Vi sono le tombe faraoniche in marmo e oro di cardinali e papi, le decorazioni inestimabili di altari e volte, le collezioni di quadri, statue e preziosi esposte nei Musei Vaticani, nel Museo Lateranense e in altre collezioni della Santa Sede, i sigilli d’oro custoditi nell’Archivio Segreto e i tesori della Biblioteca. C’è il denaro accumulato dallo Stato Pontificio dalle origini al 1870, e poi la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell’APSA e i capitali custoditi nelle Isole Cayman, un autentico Fort Knox fuori da ogni legge. Inoltre le prelature come l’Opus Dei, solo teoricamente autonome dalla Santa Sede, in realtà costituiscono una fonte ulteriore di ricchezza. Gli scandali, le rivelazioni e i sospetti su questo patrimonio immenso sono sotto gli occhi di tutti e alla ribalta delle cronache più recenti. Forse è arrivato il momento di fare i conti in tasca al Vaticano.

Enzo Romeo, Come funziona il Vaticano, Ancora, 2008

Si fa presto a dire Vaticano. In quel minuscolo spicchio di Roma grande meno di mezzo chilometro quadrato si trova il cuore di una fede condivisa da due miliardi di persone, insieme a una macchina complessa e affascinante costruita nei secoli per aiutare il vicario di Cristo a “governare” la Chiesa. Questo libro svela com’è fatto e come funziona lo Stato più piccolo e prestigioso del mondo. Storia, curiosità, notizie pratiche si alternano in questa “visita guidata”, scritta con stile giornalistico, ma ricco di humour, da un autorevole vaticanista.

Enzo Romeo, Guerre vaticane, Rubbettino, 2012

Cosa hanno a che fare corvi, talpe e veleni con l’annuncio di Cristo, cioè con l’unica cosa che dovrebbe contare per la Chiesa? Niente, in apparenza. Ma il denaro, il potere, gli scandali, i pettegolezzi e anche le guerre sono parte della storia dell’umanità, nella quale la Chiesa è immersa. Essa tiene insieme le due dimensioni di popolo di Dio e di gerarchia. Base e vertice formano un’unica comunità, cosicché la piramide diviene un cerchio. Ma non è un cerchio giottesco, è pieno di imperfezioni e difetti. Per il credente, del resto, sono proprio la debolezza e il peccato a mostrare l’aspetto soprannaturale e ad aprire al divino. La Chiesa cammina con i fallimenti, che rimandano al bisogno di convertirsi continuamente al Vangelo. E dovrà trarre lezione anche dalle ultime vicende, accelerando quel rinnovamento indispensabile per parlare all’uomo moderno e sottrarlo così all’oblio del trascendente. Che è poi l’obiettivo dell’Anno della Fede voluto da Benedetto XVI.

Alexander Smoltczyk, Vatikanistan, Fazi, 2010

Benedetto XVI ha un indirizzo email? Perché il tasso di criminalità è più alto nella Città del Vaticano che a San Paolo in Brasile? A che serve un ufficio dell’anagrafe, se tra le Mura Leonine vivono più single che in tutta Manhattan? E perché ci sono anche una stazione ferroviaria, un negozio tax free, ma un solo canale televisivo e nessun cinema? Alexander Smoltczyk giornalista che è stato per diversi anni corrispondente da Roma per il settimanale tedesco “Der Spiegel” – risponde a queste e a molte altre domande sulla vita all’ombra di San Pietro, fornendo al contempo utili informazioni pratiche e interessanti cenni storico-artistici sul patrimonio dello Stato della Chiesa. In questa sorta di brillante guida informale, l’autore ci svela le abitudini e gli aspetti meno conosciuti di chi vive in Vaticano, la giornata tipo del Papa, il ruolo delle donne tra le Mura Leonine, l’economia e le attività lavorative negli uffici, le tendenze della moda all’interno della Curia, i sistemi per entrare di nascosto nei luoghi di non facile accesso, e persino gli aspetti più piccanti della vita sentimentale e sessuale degli abitanti più in vista della città pontificia. Vatikanistan è quindi una sorta di “breviario” laico, in cui ci viene offerta una testimonianza diretta sui segreti, sui misteri, sulle particolarità che rendono così unico lo Stato più piccolo, più ricco e più potente del mondo.

Giorgio Feliciani, Il popolo di Dio, Il mulino, 2003

Nel Codice di diritto canonico di Giovanni Paolo II la figura del fedele acquista particolare rilievo e importanza, in una prospettiva che, privilegiando l’elemento sociale e comunitario su quello gerarchico e autoritativo, non considera più il clero come l’unico ed effettivo protagonista della vita della Chiesa. Questo volume – aggiornato alla luce delle più recenti disposizioni – introduce alla conoscenza della condizione giuridica, comune a tutti i battezzati, del fedele, presentandone i doveri e i diritti. Non manca, poi, di dedicare attenzione ai diversi ministeri e condizioni di vita, nonché alle associazioni e movimenti ecclesiali, che negli ultimi decenni hanno avuto un singolare sviluppo. Essenzialmente riferito alla Chiesa di rito latino, il testo fornisce anche brevi cenni comparativi alla realtà delle Chiese orientali e alla loro disciplina, sancita dal Codice del 1990.

Luigi Accattoli, Quando il Papa chiede perdono, Mondadori, 1997

Il volume raccoglie i testi in cui papa Wojtyla riflette sulle pagine oscure della storia della Chiesa e ammette le deviazioni dei cristiani rispetto al Vangelo. Una riflessione sulla fede e, insieme, un messaggio di pace per il nuovo millennio.

Millenari, Fumo di Satana in Vaticano, Kaos, 2001

«Ogni giorno che Dio manda in terra, chi presta la propria opera subalterna in Vaticano – centinaia di ecclesiastici e laici – vede di tutto, ascolta di tutto, sopporta di tutto. In molti di loro la fede arriva a vacillare sotto i colpi di una casta autoritaria che ha scambiato l’esercizio del potere temporale con l’arbitrio e l’impunità. Si invoca il silenzio per il buon nome della Chiesa, i panni sporchi devono lavarsi in famiglia. Ma il silenzio che tace il male per non far scandalo può confondersi con la complicità, e certo l’omertà non è tra gli insegnamenti di Cristo. Bonis nocet qui malis parcet. 
«Chiunque ami davvero la Chiesa sa che essa è in crisi, per più aspetti e per varie ragioni. Ma l’epicentro della crisi è in Vaticano, dove si è insinuato – e ristagna – il fumo di Satana. C’è un solo modo per allontanarlo: spalancare le finestre. Il Vangelo ci ha insegnato: nulla v’è di coperto che non debba essere svelato e di nascosto che non debba essere conosciuto. Non enim possumus quae vidimus et audivimus non loqui».

 

Alberto Melloni, L’inizio di Papa Ratzinger, Einaudi, 2006

La fisionomia intellettuale e spirituale di papa Ratzinger, a dispetto dei semplicismi adulatori e denigratori, è tutta nota. I capisaldi del suo pensiero emergono nella biblioteca di studi, saggi, conferenze che egli aveva già pubblicato prima dell’elezione al soglio pontificio. Al contrario, lo stile di governo di Benedetto XVI rappresenta una incognita sulla quale i primi mesi del pontificato gettano luci diverse rispetto a quelle dell’èra Wojtyla. Nel conclave del 2005 ci sono alcune chiavi di lettura e forse anche un’agenda capace di spiegare lo stile del nuovo papa. Alberto Melloni ci offre un profilo del nuovo papa ripercorrendone l’elezione e l’avvio del pontificato.

Jurgen Habermas, Ragione e fede in dialogo, Marsilio, 2005

Gennaio 2004. Joseph Ratzinger e Jürgen Habermas si incontrano a Monaco presso la Katholische Akademie in Bayern per rispondere alla domanda: “La democrazia liberale ha bisogno di premesse religiose?” Ne nasce un dialogo nel quale il Cardinale e il Filosofo fanno l’uno all’altro concessioni sorprendenti.

Marcello Pera, Senza radici, Mondadori, 2004

In questo libro, un uomo di Stato e un uomo di Chiesa confrontano le proprie analisi sulla situazione spirituale, culturale e politica dell’Occidente e in particolare dell’Europa. E, pur partendo da posizioni diverse, scoprono una sostanziale convergenza circa le cause della crisi e i rimedi che potrebbero correggerla. Marcello Pera e Joseph Ratzinger – un pensatore laico e un pensatore religioso – concordano sulla necessità di un rinnovamento spirituale prima che politico:; una crescita morale che dia senso allo sviluppo tecnologico, economico, sociale.

E ancora…

 

Pietro Brunori, La Chiesa cattolica, Mondadori, 1999

Andrea Riccardi, Intransigenza e modernità, Laterza, 1996

Eucardio Momigliano, Tutte le encicliche dei sommi pontefici, Dall’Oglio, 1959

Codice di diritto canonico ed ecclesiastico, Alpha Test, 2011

Diritto ecclesiastico e diritto canonico, Simone, 2007

John N.D. Kelly, Vite dei papi, Piemme, 2000

Nino Lo Bello, Vaticanerie, Editori Riuniti, 2000

Agostino Saba, Storia dei papi I, Utet, 1966

Carlo Castiglioni, Storia dei papi II, Utet, 1965

 

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