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19 Marzo 2013: Festa del papà. Una guida per tutti i papà!

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19 Marzo 2013

Festa del papà

Una guida per tutti i papà…


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Pierre Antilogus, La guida del giovane papà, EDT, 1991

Come essere il vero protagonista durante la gravidanza della propria moglie? Come non assistere al parto? Come evitare alzatacce notturne, cambi di pannolini e macchinose preparazioni di biberon e pappine? Come mantenere un comportamento dignitoso all’inseguimento di vasini e tricicli? “La guida del giovane papà” di Pierre Antilogus e Jean-Louis Festjens non è un manuale per “defilarsi” di fronte alle complicazioni della paternità rifugiandosi in vecchi modelli e banali luoghi comuni, ma una guida che ha scelto la via dell’umorismo (come sottolineano i disegni di Claire Bretécher) per dare, con ironia, preziosi consigli a quei giovani padri che vogliono vivere il loro ruolo in modo attivo e partecipe.

 

Ivano Baldassarre, C’è anche il papà, Erickson, 2006

Scritto da un padre per i padri, il libro affronta il tema della crescita e dell’educazione dei figli alla luce del mutato ruolo del papà nella società odierna. Esplorando i cambiamenti avvenuti – e, a volte, il disagio che ne consegue – nella psicologia e nell’identità del padre, rispetto alle passate generazioni e a funzioni e compiti che prima erano considerati prerogativa delle madri, l’autore prende in considerazione i temi più rilevanti del rapporto padre-figli nell’infanzia e nell’adolescenza: la questione dei limiti e delle regole, il contesto affettivo, la sessualità, il gioco, le spinte verso l’autonomia, ecc. Con uno stile semplice e chiaro, a partire da dati di esperienza reale e quotidiana, vengono offerti alcuni consigli per aiutare i papà a essere padri “sufficientemente buoni”, per districarsi al meglio tra le difficoltà che possono incontrare nel percorso dei propri figli verso l’età adulta.

 

Gianni Biondillo, Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo, Guanda, 2008

Un pomeriggio ai giardinetti pubblici. Due amici, vicini di casa ed entrambi padri, comprendono che non sono soli nell’universo. Ci sono altri padri come loro, e ce ne saranno sempre di più. Devono però passare da una condizione effettiva, ma “invisibile”, a una più consapevole. Svolgono un ruolo e desiderano essere riconosciuti. Ogni mattina preparano la colazione ai figli, li portano a scuola, li vanno a riprendere, li accompagnano alle feste, a danza, in piscina. Non sono padri assenti, non sono padri autoritari. Eppure le madri “tutte casa e famiglia” li guardano con sospetto e le madri “in carriera” con diffidenza. Ma l’unione fa la forza! Così i due amici prendono una decisione: daranno voce a questi padri. Non hanno un nome, però. E i due amici se lo inventano: Pa3, che sta per Padri Autonomi di terza generazione o anche Padri al cubo. Ora, in queste pagine, vengono per la prima volta allo scoperto. Un libro agile, scanzonato, che parla di esperienze vissute in prima persona e che dice in modo divertente cose serie. Per riconfigurare l’immagine del padre nella nuova società contemporanea. Test e consigli pratici come nel più classico dei manuali. E poi intercettazioni, documenti segreti, parodie, interviste esclusive, recensioni, cruciverba.

 

Marco Cavina, Il padre spodestato, Laterza, 2007

Dagli altari alla polvere, dalla monarchia dei padri alla monarchia dei figli. La parabola del potere paterno ha toccato oggi il suo minimo. È un dato ormai acquisito che la patria potestà sia ‘politicamente scorretta: millenni di progettazione ed elaborazione culturale sono stati azzerati negli ultimi duecento anni e il ‘padre di famiglia’ appare definitivamente il fossile di un’altra epoca. I nuovi padri subiscono – soprattutto se separati discriminazioni e svantaggi, eredità paradossale e coatta della tirannide esercitata per millenni dai loro antichi predecessori. Ai presunti diritti del padre sono anteposti gli inalienabili diritti del figlio. In un saggio di ampio respiro, Marco Cavina traccia la storia plurisecolare della costruzione e del progressivo smantellamento di un mito fondante dell’uomo in società: il padre come colonna dell’ordine domestico e sociale; il padre come referente del potere politico e religioso; il padre come veicolo della tradizione e dell’esperienza fra le diverse generazioni.

 

Aldo Naouri, Padri e madri, Einaudi, 2005

I genitori di oggi cercano di assolvere il loro ruolo meglio che possono e, oppressi dai sensi di colpa, sono diventati succubi dei loro figli. Il risultato è perlomeno paradossale: le relazioni di coppia si sono compromesse, i ruoli non sono più ben definiti, e i figli sono diventati dei tiranni domestici. Un saggio controcorrente che tratta di padre, madre e bambino, un trio in cui bisogna riequilibrare i rapporti.

 

Anna Oliverio Ferraris, Padri alla riscossa, Giunti, 2012

Dalla psicologa più autorevole e più seguita dai media, una guida sicura per imparare a star bene insieme ai propri figli. A cosa serve un padre? Che importanza riveste in famiglia e nella crescita di un figlio? Un padre può essere intransigente, dominatore, impaurito o smarrito. A dispetto dell’opinione comune, oggi molti padri rivendicano il diritto di esercitare un ruolo attivo sia all’interno della famiglia tradizionale, sia in caso di separazione. Chiaro, esaustivo, ricco di suggerimenti utili, questo libro offre una guida solida per tutti i padri che vogliono essere parte attiva nella vita dei figli e vogliono farlo nel modo migliore, soprattutto nei periodi critici, come pubertà e adolescenza, in cui i cambiamenti, le richieste e le sfide possono far sentire ogni genitore del tutto inadeguato.

 

Claudio Risé, Il padre, l’assente inaccettabile, San Paolo, 2003

L’Occidente contemporaneo è definito dalle scienze sociali “una società senza padri”. Alcuni vi vedono la fine, positiva, di ogni “patriarcato”; altri, come l’autore, notano con preoccupazione il vuoto lasciato dall’assenza paterna. Per Claudio Risé, psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia individuale al piano trascendente e consente così l’integrazione del dolore e della perdita attraverso l’insegnamento esemplare del suo senso. La “società senza padri” appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove della vita, cui l’individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e la negazione o con la depressione. Il libro entra nel vivo della cronaca di oggi mostrando come l’assenza paterna non nasca da fumosi processi psico-sociologici, ma dalla diffusione di separazioni e divorzi, che si concludono quasi sempre con l’espulsione dei padri da casa e con la rottura (o il grave indebolimento) del loro rapporto con i figli.

 

Gianna Schelotto, Ti ricordi, papà?, Mondadori, 2005

Una lunga esperienza di psicoterapeuta ha messo l’autrice di questo libro a contatto con decine e decine di storie che si erano sviluppate a partire dai rapporti tra un padre e una figlia, storie diverse con esiti simili o simili con esiti diversi, rievocate ora in poche righe, ora in qualche pagina. Ma Gianna Schelotto non si limita a utilizzare i materiali resi disponibili dalla sua professione: segue anche, dall’infanzia all’età adulta, l’onda delle proprie emozioni intime, il filo commosso dei propri ricordi di figlia. Questa ispirazione personale le permette di muoversi con grande e insolita delicatezza su quel terreno minato che è il triangolo edipico.

 

Javier Serrano, Nove mesi con i supplementari, Il castoro, 2011

Stai per diventare papà e ti tremano le ginocchia? Ti chiedi quale dovrebbe essere il tuo ruolo dopo il contributo iniziale, che non è poi stato un grande sacrificio? niente paura: il volume che hai tra le mani sarà la tua ancora di salvezza.

 

Alessandro Volta, Mi è nato un papà, Mondadori, 2012

Il ruolo del padre si è allontanato drasticamente nel corso di una sola generazione dal modello mutuato dalla tradizione, talvolta rischiando di scivolare verso la figura un po’ grottesca e un po’ paradossale del “mammo”. In realtà, questi “nuovi padri”, privi di modelli passati cui ancorarsi, avvertono sempre più netto il bisogno di disegnarsi una nuova identità, che non sia una semplice deriva al maschile delle pratiche di comune appannaggio femminile. Questo libro, adottando l’espediente narrativo della restituzione del vissuto, anche emotivo, del diventare padri, informa sulle dinamiche individuali e di coppia determinate dalla genitorialità, fa riflettere su ciò che questa straordinaria esperienza comporta, suggerisce dei modi di interazione per trame il meglio, esplorando l’arco di tempo che va dal concepimento al primo anno di vita del figlio. Il racconto in prima persona, dal tono leggero e funzionale a favorire la dinamica del rispecchiamento da parte del lettore, si alterna a schede informative o d’approfondimento su temi specifici, che danno sostanza, supporto scientifico e conoscitivo a ciò che viene, in forma leggera e coinvolgente, veicolato altrimenti dalla narrazione. Dedicato alle future madri, che vorrebbero avere le idee più chiare di cosa passa per la testa dei futuri padri, e ai futuri padri che desiderano una “chiave di lettura” al maschile delle loro compagne, del nuovo venuto e di sé stessi.

 

Stefano Zecchi, Dopo l’infinito cosa c’è, papà?, Mondadori, 2012

“Chi sei, papà?” Un bel giorno capita che un figlio di sei anni faccia questa domanda disarmante, a suo modo imbarazzante. Una domanda che, oggi soprattutto, coglie nel segno, mettendo a nudo una condizione: verrebbe la tentazione di liquidarla con quelle risposte evasive o distratte con cui spesso i grandi mascherano la loro inadeguatezza. Ma un papà come Stefano Zecchi non si sottrae così facilmente alla sfida. Ne fa invece il punto di partenza di una riflessione sincera sul suo ruolo di “giovane padre che ha un po’ di anni in più della media dei padri giovani” e, in generale, sulla crisi della figura paterna nella nostra società. Senza scrivere un saggio di sociologia o psicopedagogia, ma semplicemente raccontando la sua esperienza personale, il rapporto quotidiano con il figlio. L’inserimento all’asilo e a scuola, i giochi, le passeggiate alla scoperta della natura e della città, le curiosità infantili riguardo al mondo circostante, i primi confronti con la vita scandiscono così le tappe di un percorso che, dalla constatazione di una decadenza dell’immagine paterna, sempre più debole ed evanescente, conduce alla possibilità di un suo riscatto.

 

Rob Eastaway, Matematica per mamme e papà, Salani, 2010

Fare matematica insieme: la fine di un incubo… “Mi aiuti con i compiti di matematica?” Se, come la maggior parte dei genitori, siete fra quanti provano terrore o addirittura panico a queste parole, questo è il libro che fa per voi. Secondo un sondaggio, mamme e papà trovano più difficile parlare ai bambini e ai ragazzi di matematica o scienze piuttosto che di droga; spesso non sanno districarsi tra i problemi e gli esercizi dei loro figli, perfino tra i quesiti più semplici. Chi non è ‘portato per la matematica’ rinuncia subito. Chi era bravo a scuola rimane disorientato dai nuovi metodi di insegnamento, dalla terminologia, dagli argomenti. Come fare? Grazie a questo libro, la matematica non farà più paura: voi, mamme e papà, vi sentirete utili, sapienti e aggiornati. E non solo! In questo libro troverete: storie divertenti; giochi individuali e di gruppo; domande di verifica; trucchi e scorciatoie; vignette. E inoltre, la risposta alle quattro grandi domande: Perché oggi si spiegano le cose in modo tanto diverso? Come superare il terrore della matematica? Come far piacere la matematica a bambini e ragazzi, e farli diventare più bravi di noi? Perché devono sapere tutto questo?

 

Jean-Louis Fournier, Dove andiamo papà?, Rizzoli, 2009

Un cielo un po’ maldestro ha regalato a Jean-Louis Fournier due miracoli alla rovescia: Mathieu e Thomas, figli “venuti male”, nati a qualche anno di distanza l’uno dall’altro e presto rivelatisi incapaci di crescere, muoversi, comunicare come tutti gli altri. Di fronte a questo dramma, Fournier, umorista di professione, reagisce nell’unico modo che sa: con l’ironia. Per dimostrare che ridere è umano, necessario, anzi, vitale. Quasi un dovere nei confronti di chi, come i suoi figli, è spesso condannato a subire l’ipocrisia del politicamente corretto, dei silenzi imbarazzati, degli sguardi obliqui e fugaci, delle lugubri facce di circostanza. Con questo piccolo libro pieno di humor, di dolcezza e di crudeltà, l’autore si rivolge a Mathieu e Thomas per mettere a nudo tutto l’amore, le frustrazioni, le speranze e le paure che un padre, qualsiasi padre, prova nel veder crescere i propri bambini. E intanto fa piazza pulita di tabù e pregiudizi, per restituire ai suoi figli, amatissime e misteriose creature “dalla testa piena di paglia”, tutta l’umanità e la dignità che loro spetta.

 

Massimiliano Verga, Zigulì: la mia vita dolceamara con un figlio disabile, Mondadori, 2012

“Metà di quello che ho scritto è uscito in una notte. Il resto sul tram, mentre andavo al lavoro” racconta Massimiliano Verga, padre di Jacopo, Cosimo e Moreno, un bellissimo bambino di otto anni, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. “Così ho raccolto gli odori, i sapori e le immagini della vita con mio figlio Moreno. Odori per lo più sgradevoli, sapori che mi hanno fatto vomitare, immagini che i miei occhi non avrebbero voluto vedere. Ho perfino pensato che fosse lui ad avere il pallino della fortuna in mano, perché lui non può vedere e ha il cervello grande come una Zigulì. Ma anche ai sapori ci si abitua. E agli odori si impara a non farci più caso. Non posso dire che Moreno sia il mio piatto preferito o che il suo profumo sia il migliore di tutti. Perché, come dico sempre, da zero a dieci, continuo a essere incazzato undici. Però mi piacerebbe riuscire a scattare quella fotografia che non mi abbandona mai, quella che ci ritrae quando ci rotoliamo su un prato, mentre ce ne fottiamo del mondo che se ne fotte di noi.” Queste pagine sono una raccolta di pensieri e immagini quotidiane su che cosa significhi vivere accanto a un disabile grave (la rabbia, lo smarrimento, l’angoscia, il senso di impotenza), pensieri molto duri, ma talvolta anche molto ironici, su una realtà che per diverse ragioni (disagio, comodità, pietà) tutti noi preferiamo spesso ignorare. E che forse, proprio perciò, nessuno ha mai raccontato nella sua spietata interezza.

Alessandra Giovannetti, Papà al nido : come far giocare insieme papà e bambini, La meridiana, 2011

“Padri non lo si è ma lo si diventa.”
E il nuovo padre è sempre più chiamato a interpretare il gesto maieutico, la “funzione ostetrica” di aiuto alla nascita del figlio, “tirare fuori” dal figlio la sua vera natura e vocazione. Non più quella di “mettere dentro” al bambino valori, norme, regole e rappresentazioni già precostituite di ciò che un figlio dovrebbe essere e diventare, in linea con i voleri degli adulti e della società che lo ha generato.
Ecco, allora, un manuale completo e assolutamente inedito per nidi che vogliano accogliere papà desiderosi di mettersi in gioco nella scoperta del proprio figlio.
Ecco un papà che prova a fare la pizza con la pasta di pane, un altro che suona la chitarra, un altro ancora che si dà al giardinaggio. Un papà che narra e anima una storia, un altro che propone la costruzione di un acquario con materiali di recupero, con i pesci di cartoncino e le alghe di carta crespa o velina.
Un altro padre conduce il gruppo alla costruzione della casa di legno degli scoiattoli, ma c’è anche chi allestisce un percorso motorio ad ostacoli.
C’è chi ricorda quanto gli piaceva cavalcare cavalli immaginari o realizzati con mezzi di fortuna e allora propone la costruzione di un destriero di cartone da indossare e dentro cui galoppare in giro per l’asilo… e il gioco poi continua… e alla fine per alcuni il cavallo è proprio papà!
Non è tanto importante trovare un’idea di gioco straordinaria, ma mettersi in gioco il più possibile.

 

Fabio Selini, Il padre sospeso: la storia di un’adozione raccontata da un papà, Mammeonline, 2008

La storia di un percorso di adozione, da cui emerge come tale percorso sia lungo e costellato di difficoltà: infinite pratiche burocratiche, tanti uffici da girare e file da fare, bolli e certificati da ottenere ma soprattutto il disagio di affrontare colloqui che sembra mettano a nudo la propria anima, che danno continuamente l’idea di dover superare un esame per ottenere il patentino di genitori. Con il libro di Fabio Selini, profondamente autobiografico, realizzato con ironia, dolcezza ed emozione, viviamo con Paolo, il protagonista, tutte le emozioni che accompagnano l’attesa adottiva, e comprendiamo tutte le difficoltà che devono attraversare gli aspiranti genitori, compresa l’ansia di dover sembrare perfetti.

 

Stefano Tasca, Per i bambini con i bambini: un pediatra papà racconta esperienze educative e osservazioni sul campo in materia psicopedagogica, Mammeonline, 2005

Il libro raccoglie 18 articoli: educazione, relazione e comunicazione genitori figli, inserimento al nido e gestione dell’attaccamento e dell’ansia da separazione; come aiutarli a sviluppare il linguaggio, a sviluppare le loro abilità, a comprenderli comprendendo il loro sviluppo emotivo, sensoriale, del linguaggio, i loro richiami e i loro “vizi”, i loro malesseri fisici ed emotivi; sono solo alcuni dei tanti temi trattati.

 

Maurizio Quilici, Storia della paternità, Fazi, 2010

Ricchissima è la letteratura sul rapporto madre-figlio. Molto più scarsa quella sulla relazione tra un padre e la sua prole. Elemento di spicco nell’organizzazione della famiglia e della società tradizionale, un padre oggi deve necessariamente ripensare il suo ruolo, a cavallo tra due opposti eccessi: essere assente o diventare un “mammo”, un surrogato della presenza femminile. Ma quella della paternità è in realtà una questione complessa e sfaccettata, non riducibile a questi pochi cliché. Per questo Maurizio Quilici, giornalista che da anni si occupa dell’argomento e presidente dell’Istituto di Studi sulla Paternità, ha analizzato più di quattromila anni di storia alla ricerca dei diversi significati che la figura paterna ha assunto nel tempo: dalla mitologia greca al ruolo misterioso che ricopriva nella cultura etrusca, dalla centralità nell’antica Roma al modificarsi della sua funzione sociale col cristianesimo, dalla nuova educazione illuminista alla nascita della psicoanalisi e alla definizione del “complesso di Edipo”, fino alla seconda metà del Novecento con le contestazioni giovanili, l’emancipazione femminile e la recente “rivoluzione paterna”. Un viaggio nella tradizione culturale europea, raccontata dalla parte del capofamiglia: a volte affettuoso genitore, altre padre-padrone, complice o antagonista dell’altra metà del cielo. Ma sempre – per assenza o eccessiva presenza – una figura fondamentale con cui fare i conti.

 

Ancora:

Attilia Isella, Al mio caro papà: pensieri e frasi d’amore per il papà, De Vecchi, 1996

Andrea Zordan, La figura psichica paterna: interazione e ruoli tra padre e figli, 2001

Paride Bertozzi, I diritti dei genitori lavoratori, Cierre, 2005

Il valore del padre, UTET, 2001

Marisa Lupato, Cose da fare per la festa della mamma e… del papà, Ciccio riccio, 2001

Romanzi:

 

Pupi Avati, Il papà di Giovanna, Mondadori

Erri De Luca, Tu, mio, Feltrinelli

Abraham B. Yehoshua, Tre giorni e un bambino, Einaudi

Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura, Marcos y Marcos

Tiziano Scarpa, Le cose fondamentali, Einaudi

Imre Kertesz, Kaddish per il bambino non nato, Feltrinelli

Carmine Abate, La festa del ritorno, Mondadori

Giancarlo De Cataldo, Il padre e lo straniero, E/O

Laura Harrington, Il giardino di Alice, Sperling

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