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Schegge di Natale: da frammenti di odio scene d’amore. Mostra di presepi realizzati da don Adriano Campiello con frammenti di bombe della prima guerra mondiale

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L’Assessore Mattia Pieropan: “E’ un piacere ed un onore poter ospitare una mostra come questa. I lavori di Don Adriano sono molto noti ed hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. E’ straordinario come egli sia riuscito a trasformare oggetti che hanno seminato morte in scene di dolce spiritualità. Un’esposizione assolutamente da visitare e che ci farà riflettere”

Schegge di Natale: da frammenti di odio scene d’amore.

Dal 9 dicembre 2013 al 4 gennaio 2014

Biblioteca Civica

Mostra di presepi realizzati da don Adriano Campiello con frammenti di bombe della prima  guerra mondiale e altri materiali di raccolta.

foto

“Da strumenti di morte
oggetti di vita

da strumenti di odio
oggetti d’amore

da strumenti di guerra
oggetti di pace”

Don Adriano Campiello, parroco di Castelvecchio e Cerealto, Valdagno, raccoglie dal 1968 materiale della Grande Guerra creando con questo straordinarie opere d’arte, soprattutto dedicate alla Natività.

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Scrisse il Vescovo Pietro Nonis nel 1995: “Don Adriano sta componendo, strofa dopo strofa, un poema sinfonico al quale concorrono il ferro e il cuore, la guarra e lo spirito di pace.
Ha cominciato a raccogliere schegge della prima guarra mondiale trent’anni or sono, sul Pasubio, dove saliva da Posina. (…) Una volta vide due ragazzi che scendevano dalla balze rocciose del Pasubio portando uno una baionetta, l’altro un elmetto. Erano, quei ragazzi, epigoni di lunghe generazioni di “recuperanti”, uomini e ragazzi che già subito dopo la Grande Guerra erano saliti a racimolare le reliquie ferrose, rischiando la vita, per ricavare dalla vendita qualche soldo. Incuriosio, il giovane prete domandò se a tanta distanza di tempo ci fosse ancora del materiale, lassù; e quando i ragazzi risposero “non solo lassù, ma anche nelle nostre case”, pensò che se ne potesse ricavare qualcosa di diverso dai pochi soldi delle vendite. Con l’aiuto dei giovani egli riuscì a riempire in breve tempo una sala della canonica di Posina con tanta di quella “roba”, e pensò di regalarla, perchè ne facesse una racolta museale, al Comune, il quale ancora oggi, la custodisce e la esibisce.
Gli rimasero le schegge, guardando le queli pensò di accostarle l’una all’altra, componendole con la forza della fantasia e la memoria del cuore, in raffigurazioni che esprimessero temi e problemi umani e religiosi, simbolici e realistici.”

 

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