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Mini festival della letteratura sportiva in Biblioteca. Con Enrico Brizzi, Gus Binelli, Francesco Zani, Stefano Ferrio. Giovedì 3, 10, 17 Aprile 2014

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3, 10, 17 Aprile 2014

Mini festival della letteratura sportiva

Biblioteca Civica

Letteratura sportiva locandina

L’Assessore Mattia Pieropan: “Abbiamo voluto dar vita ad un piccolo festival della letteratura sportiva: come altre volte iniziamo a proporre, a seminare occasioni di riflessione e informazione. Nasce così qusto piccolo festival che, se avrà il successo che merita, gli anni venturi potrebbe crescere e diventare un… grande festival letterario!”

 

 

 

in piedi sui pedali 3 aprileGiovedì 3 Aprile, ore 21.00

Enrico Brizzi & i Velocisti

In piedi sui pedali!

Reading ciclistico per voce e musica spettacolo per musica e parole, basato su testi inediti di Enrico Brizzi, e interamente dedicato all’amore per la bicicletta.

Durante lo show c’è il tempo per immergersi nelle atmosfere d’infanzia e dell’estrema giovinezza, quando le biciclette erano l’unico vero amore del protagonista: dalla primissima Atala bianca con i ruotini stabilizzatori al modello veloce dei dodici anni, dalla “Corsara”, coprotagonista della presa di coscienza del “Vecchio Alex”, sino alla robusta ma poco soddisfacente city bike Zaira, uscita dall’officina del miglior “biciclettaio” della città, un personaggio a metà strada fra Dickens e la commedia dell’arte.
Si ride e ci si commuove, nell’ascoltare le storie di un ragazzino che cresce pedalando, scandite dal frinire dei raggi e dall’epica del Giro e del Tour: è così che trovano spazio nello spettacolo Gimondi e Merckx, Moser e Saronni, i protagonisti del grande ciclismo che hanno esaltato i ragazzi negli ultimi 25 anni del secolo scorso, quando l’Italia era ancora una Repubblica di ciclisti.
Per i suoi contenuti lo spettacolo è adatto anche ai più giovani.

Enrico Brizzi, l’autore di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Bastogne e del recente L’arte di stare al mondo non è certo nuovo a questo genere di Performance.

Sono almeno cinque, infatti, le precedenti esperienze come frontman: nel 94-’95 con Frida Frenner per i primi reading da Jack Frusciante; nel ’96-’97 con i fiorentini De Glaen, sotto la sigla comune di Sub-booteo experience, per presentare Bastogne; e ancora, nel 2005 con Frida X per Nessuno lo saprà, nel 2007 con i genovesi Numero6 per Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro e ancora, nel 2011, con i bolognesi Yuguerra per La vita quotidiana in Italia: con centinaia di date alle spalle, una solida capacità di scrittura e una discreta tendenza all’improvvisazione, Enrico Brizzi sa come reggere una serata di letture dinamiche e divertenti.

Il primo musico dei Velocisti è il bolognese Giovannino Perdigiorno, impegnato sul palco al banjo e alla chitarra.

Giovannino è il leader delle storiche band Frida Frenner e Frida X. Ha suonato con Brizzi dai tempi del liceo, accompagnando con il suo gruppo i primissimi reading dell’autore nel ’94-‘95, tratti da Jack Frusciante è uscito dal gruppo, e ha suonato anche nella colonna sonora originale del film omonimo. Nel 2006 Enrico Brizzi e Frida X hanno intrapreso insieme un tour di venti date per lanciare l’album “Nessuno lo saprà”, ispirato all’omonimo romanzo dell’autore.

Fa parte di Frida X da tempi più recenti anche il secondo musicista, l’Incredibile Mikhail, originario del Veneto, che in questo show suona il basso e le tastiere, ma è quando inizia a performare come beatbox umano che manda il pubblico in visibilio: Mikhail, infatti, sa esprimere senza l’ausilio di strumenti tutti i rumori, le condizioni e gli stati d’animo tipici del ciclismo.

Ha debuttato in trio insieme a Brizzi e Perdigiorno nel 2011, con lo spettacolo di strada rivolto ai bambini Le avventure dello zio Ulisse.

Evento in collaborazione con Italica Edizioni

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Binelli_Italica-edizioni1Giovedì 10 Aprile, ore 21.00

Gus Binelli con Francesco Zani

Il Gigante di Basket City

 

Augusto Binelli detto Gus, “centro” della Virtus Bologna negli anni ’80 e ’90, ha vissuto sul parquet una stagione irripetibile della pallacanestro italiana.
Compagno di leggende quali Villalta, Brunamonti, “Sugar” Richardson e “Sasha” Danilović, con le “V nere” Binelli ha vinto cinque scudetti e altrettante Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe e l’Eurolega del 1998.
Dietro il suo impressionante palmarès si nasconde la storia di un ragazzino di Carrara, troppo alto per non essere notato dagli osservatori, che lascia casa per trasferirsi nella foresteria della società bolognese; impara così a conoscere il mondo crescendo in una città che arde di passione per la pallacanestro, e ha il suo cuore pulsante nel “Madison” di Piazza Azzarita.
Per questo, nonostante le esperienze giovanili negli States, e le successive opportunità di giocare in nba, deciderà di restare a Basket City, legando a doppio filo il proprio destino a quello di una Virtus affamata di titoli.
In questo libro Binelli ci racconta con l’onestà dell’“uomo da spogliatoio” le dinamiche interne alla squadra e la tensione dei pre-partita, capace di raggiungere il parossismo in occasione degli infuocati derby con la Fortitudo. È come se ci invitasse a scendere in campo con lui, per rivivere le battaglie storiche e la celebrazione dei trionfi, dalla “stella” conquistata in giovane età alla vittoriosa Final Four di Barcellona, vissuta invece da veterano.
Ritratti di compagni di squadra e di allenatori, di rivali sul parquet e di affetti personali si intrecciano nel racconto di una vita intera, quella di un uomo capace di entrare nella leggenda senza mai perdere la propria autenticità.
Il volume, introdotto dalle presentazioni di Renato Villalta, Ettore Messina e Flavio Tranquillo, è impreziosito dalle testimonianze dei compagni di squadra Roberto Brunamonti, Vittorio Gallinari, Alessandro Abbio e Alessandro Frosini. Il racconto assume così una forma corale e diventa la viva testimonianza dell’epoca in cui la pallacanestro bolognese ha vissuto il suo massimo splendore.

I contributi

Renato Villalta, glorioso Capitano delle “V nere” negli anni ’80, è oggi Presidente della Virtus Pallacanestro Bologna. Con la Nazionale ha conquistato l’argento alle Olimpiadi di Mosca 1980 e ha vinto gli Europei del 1983. Dopo tredici stagioni in bianconero, fruttati al club tre scudetti e due Coppe Italia, la sua canotta numero 10 è stata ritirata dalla società. A oggi detiene il record di rimbalzi conquistati e punti segnati in Virtus. È il terzo marcatore di tutti i tempi della Nazionale italiana.

Ettore Messina è fra i coach europei più titolati di tutti i tempi e oggi allena il CSKA Mosca. Con la Nazionale ha vinto un argento agli Europei in Spagna del 1997. Con la Virtus Bologna ha conquistato, in nove stagioni da primo allenatore, due Coppe Eurolega, una Coppa delle Coppe, tre scudetti e quattro Coppe Italia.

Flavio Tranquillo è una delle voci più riconoscibili della pallacanestro italiana. Le sue telecronache hanno scandito, per Italia 1, tv Koper Capodistria, Tele+ e SKY Sport le più importanti partite della Nazionale, del campionato di Serie A, di Eurolega e dell’Nba.

Roberto Brunamonti è stato per quattordici stagioni un pilastro della Virtus Bologna e della Nazionale, con la quale ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca 1980 e si è laureato Campione d’Europa nel 1983. Con 256 presenze, è al terzo posto nella classifica dei giocatori che hanno indossato più volte la canotta Azzurra.
Con la Virtus Bologna ha vinto una Coppa delle Coppe, quattro scudetti, tre Coppe Italia e una Supercoppa italiana. Per un breve periodo è stato anche allenatore, permettendo alla società di aggiungere una Coppa Italia alla sua bacheca. La sua canotta numero 4, nel 1997 è stata la prima a essere ritirata nella storia delle “V nere”.

Vittorio Gallinari è stato a lungo una colonna difensiva dell’Olimpia Milano nell’era Peterson. Con le “Scarpette rosse” ha vinto la Coppa dei Campioni nel 1987 – che è valsa al club il Grande Slam –  una Coppa delle Coppe, una Coppa Korać, quattro scudetti e due Coppe Italia. Nella Virtus Bologna ha trascorso tre stagioni, dal 1988 al 1991, conquistando una Coppa delle Coppe e due Coppe Italia.

Alessandro Abbio, detto “Picchio”, ha raccolto la fascia di Capitano proprio da Gus e l’ha indossata sul finire dell’epoca d’oro della Virtus Bologna, culminata nella conquista del Grande Slam nel 2001. Con i bianconeri, in otto stagioni, ha collezionato due Coppe Eurolega, tre scudetti, quattro Coppe Italia e una Supercoppa italiana. Campione d’Europa con la Nazionale nel 1999.

Alessandro Frosini, centro senese di 207 centimetri, è stato per sei anni un punto di riferimento sotto il canestro della Virtus. Passato ai bianconeri dopo tre stagioni con i cugini della Fortitudo, ha saputo reagire con carattere alle inevitabili polemiche e ha aiutato la squadra a conquistare due coppe Eurolega, due scudetti e tre Coppe Italia. Vicecampione d’Europa con la Nazionale nel 1997.

Evento in collaborazione con Italica Edizioni

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la partita 17 aprileGiovedì 17 Aprile, ore 21.00

Stefano Ferrio

La Partita

 

 

“Sotto 1 a 2 – a 7′ dalla fine, contro il Bar Fantasia – stavano per soccombere anche in quel pomeriggio di giugno. Il giorno di quel tiro al volo disegnato da Dio. Quando tutto ebbe inizio sulla fascia sinistra.” Fine anni settanta. Una sgangherata squadra della provincia Veneta composta da ragazzi tendenzialmente idealisti e temprati dalla sconfitta combatte contro gli odiati avversari – una formazione di fighetti sbruffoni abituati a vincere sul campo e nella vita. I primi hanno scelto come nome quello della squadra che più ammirano, l’Inghilterra. I secondi hanno preferito Bar Fantasia. L’Inghilterra è alla ricerca della prima vittoria, ma negli ultimi minuti della partita un giocatore del Bar Fantasia scocca un tiro a campanile e il pallone finisce nei campi. Irrecuperabile. Viene sancito il pareggio, a meno che – propone il capitano dell’Inghilterra – non ci si ritrovi tutti dopo trentatré anni, e si continui quella che è stata subito battezzata la Partita Interrotta. Stessi giocatori, stesse formazioni. Trentatré anni sono una vita. Quei ragazzi che si bullavano dopo un gol con le ragazze assiepate sulle tribune di fortuna hanno preso strade diverse: alcuni si sono buttati in politica, uno è morto per droga, un altro è missionario, c’è chi fa l’avvocato dell’alta borghesia, un altro fa il medico e un altro ancora marcisce in galera. La vita li ha investiti in pieno, lasciando cicatrici e speranze spezzate, figli amati e un filo di memorie che si annoda a un “noi”, antico e nuovo. Quanta vita e quante vite in questa sfida. Epica come una battaglia dell’Iliade. Quei ragazzi diventati adulti sono pronti a riprendere la Partita Interrotta di trentatré anni prima.

Stefano Ferrio (Vicenza, 1956) ha cominciato a scrivere per il “Giornale di Vicenza”, “Il Gazzettino”, “l’Unità” e “Diario”. Insegna Storia della radio e della televisione all’Università di Padova. Ha pubblicato Il profumo del diavolo (Marsilio, 2004), Impressioni di settembre (Aereostella, 2010) e La partita (Feltrinelli, 2011). È la voce narrante della Paltan Blues Band.

 

 

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