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Francesco Maino: Cartongesso. Un libro d’esordio che ha vinto il Premio Calvino 2013.

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CartongessoFrancesco Maino

Cartongesso

Einaudi

 

«lo spritz è la risposta, la nuova eucaristia, 1/3 vinello bianco, amabile, 1/3 aperol ovvero campari, 1/3 selz, fettina di limone, ghiaccio, due euro, bevetene tutti, questo è il nuovo sangue arancione versato per la rimozione dei peccati (…)
I trentacinque (35) bar d’Insaponata di Piave sono disperatamente popolati nei week-end soprattutto da questi capannoidi e da queste femminine. Ognuno ha il proprio bar, un bar del cazzo in cartongesso, cartongesso, penso, metà cartone, metà gesso, il cartone delle baracche da dove tutti proveniamo, il gesso che si sfarina come cocaina, quella che tutti aspirano, il bar, il proprio porto franco, il proprio atollo, i propri disperati prosecchi, le disperate bollicine, i disperati vodka tonic, i disperati spritz al Select, i vinelli piú disperatamente strutturati, i rossi importanti, anch’essi disperatamente soli.
(…) Il nuovo umanesimo è l’umanesimo della mescita, il rinascimento dell’aperitivo. Questo è il paese delle cose che stanno morendo. No. Questo è il paese dei corpi. Un paese pieno di corpi. Corpi che si svegliano morti, escono morti di casa, tornano morti; corpi che parcheggiano, scendono, sputano, corpi che si salutano, sbadigliano, bestemmiano sempre, fatturano».

Francesco Maino, Cartongesso

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