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Silvano Stocchetti: Trame floreali e disegni di ogni giorno. Esposizione antologica di 30 opere in Municipio.

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Commissione Cultura del Comune di Arzignano

SILVANO STOCCHETTI

 

Trame floreali e disegni di ogni giorno

 

Esposizione antologica di 30 opere

 

manifesto stocchett 

L’Assessore alla Cultura Mattia Pieropan: “La Commissione Cultura in questi anni ha svolto un encomiabile lavoro nel promuovere la cultura e l’arte locali. Un plauso quindi anche per l’organizzazione della mostra del nostro concittadino Stocchetti, la cui opere, immeritatamente, sono poco note al grande pubblico”

 

PALAZZO MUNICIPALE DI ARZIGNANO

SALONE D’INGRESSO

 

Dal 12 al 30 aprile 2014

Orario. Feriali:  nelle ore di apertura degli Uffici Amministrativi

Ingresso libero

In collaborazione con la Pro Loco di Arzignano

Inaugurazione il 12 aprile alle ore 17.00

 

    Silvano Stocchetti nasce il 22 Settembre 1939 in Arzignano, dove vive ed opera. Sostanzialmente autodidatta, ha solo frequentato, nei primi anni Ottanta, i corsi di grafica guidati dal maestro Vico Calabrò, che l’ha avvicinato alla raffinata ed affascinante tecnica dell’incisione alla quale si è lungamente dedicato, abbandonandola poi per l’intolleranza all’uso degli acidi. Da allora si è dedicato alla grafica con inchiostri, prevalentemente monocroma.
Innamorato di luci e ombre, lavora quotidianamente riprendendo tutto ciò che lo circonda: partendo quindi da uno spunto della realtà ma arricchendolo di segni e tratti che costruiscono immagini nuove e sempre graficamente armoniose.
Di carattere schivo, e fermamente convinto di esercitare l’arte del disegno per suo diletto e con la pura passione del dilettante, ha sempre rifiutato velleità di tipo commerciale mettendo a disposizione di amici e conoscenti le sue tirature. In particolare le ha affidate al compianto amico Alberto Barchiesi che le utilizzava per fini culturali e a scopi localmente benefici. Purtroppo non ha tenuto memoria documentaria di questi lavori, fatto che consentirebbe oggi di ricostruire un articolato percorso artistico.
Sulla soglia dei 75 anni ha accettato di esporre in questa occasione promossa dalla Commissione Cultura del Comune di Arzignano che diventa quindi la sua prima mostra.

 

 

 

 

 

“ Gli alberi stecchiti di nere trame segnano il cielo” (G. Pascoli, Novembre)

 

        Stocchetti bambino ha cominciato disegnando le caricature dei compagni e poi degli insegnanti, alle medie. Condannato al disegno tecnico, subiva come tortura riga e squadra, cercando la precisione a mano libera. Lo affascinarono i Gabinetti delle Stampe annessi ai più prestigiosi musei d’Europa e qui ha conosciuto quei sommi che avrebbe preso per maestri: Durer, Rembrandt, Leonardo. E’ un artista umile ed ipercritico, che ha gettato via non so quanti fogli, ha scartato la pittura sentendosi inadeguato, ha regalato le sue stampe migliori, non ha mai venduto alcunché. Un dilettante rigoroso e severo con se stesso, esigente e libero. Se uno guarda a modelli come Leonardo, Rembrandt, Durer… deve possedere una tecnica già raffinatissima e amare la natura nelle sue più minute espressioni. Anime diverse si incontrano tra cornice e soggetto, quella di decoratore minuzioso e paesaggista arioso che frappone aria e umidità tra la natura e noi.

   Una scuola l’ha fatta: un corso con Vico Calabrò nel1982 sulla strada

dell’incisione, suo primo indelebile amore e poi la conoscenza di maestri nostrani e contemporanei come Vespignani, Barbisan e Greco. La passione ha avuto le sue intermittenze, durate anni talvolta; ma quando le intemperanze del cuore hanno imposto la stagione del pensionamento, un professionista numero uno nel suo campo si sentì improvvisamente nessuno, furono i nipotini e il disegno a fargli ritrovare il senso e il gusto per la vita.

   Con una squadra di stilografiche, il fido inchiostro Mont Blanc, qualche sigaretta amica, Stocchetti affida al disegno una ricerca di bellezza ed armonia dentro la natura che non delude mai. Le rughe di un tronco, gli intrichi dei rami nel bosco, il groviglio delle radici, le foglie contate una per una sulla punta della penna, la tessitura di muri in mattoni o pareti scrostate che mostrano la loro anima di pietre, cascate di cui pare sentir lo scroscio e acque stagnanti, fossatelli tra l’erba e laghi montani.

   Alcuni paesaggi sono piccoli idilli della memoria, altri hanno la fantasia del ‘capriccio’, radunando cascatelle e cespugli, stagni che specchiano alberi possenti, riccioli di schiuma che solleticano le pietre. La soffice consistenza della neve esalta l’uso del bianco, come l’impalpabilità della nebbia frantuma il tratto e sfrangia i contorni degli alberi lontani. In una ceppaia le fibre legnose e le scorze svuotate sembrano i ruderi pieni di memorie del gigante caduto.

   Qui si libera ulteriormente il segno che Stocchetti modula secondo la voglia e il bisogno, nella costante nostalgia dell’incisione su zinco che permetteva tratti sottili come fili di ragnatele. La predilezione è sempre per campi corti, con primi piani analizzati puntigliosamente. Ombre, chiaroscuro, trasparenze rendono la mutevolezza della luce e dell’acqua, lanciando sfide al disegnatore che per altro cerca soggetti complessi, poi li complica ulteriormente, come le chiome folte di querce o le cortine di rami nudi che rinserrano le foreste delle fiabe o i rampicanti che assalgono i muri, aiole affollate o sottobosco ingarbugliato.

   Un gusto insolito si ritrova nelle “cornici” dove aleggia uno spirito Liberty che intreccia fiori e tenie come negli antichi codici miniati.

   La mostra privilegia i paesaggi, ma offre un assaggio delle altre passioni di Silvano: ville, fiori, funghi, nature morte, conchiglie. Ha girato intorno alle ville nei nostri dintorni, ha indagato i muri del Castello, cogliendo la lotta tra le pietre e i rampicanti nell’assedio dei cespugli. Con minuzia da erbario medievale ha realizzato la serie dei funghi, l’intrico dell’edera sul tronco rugoso, le felci ad arabesco, le candide corolle ad ombrella, sottese da gambi tentacolari, le spine dei ricci e il granoturco ancora in pannocchia.

   Trenta tavole scelte tra centinaia e centinaia di fogli a cui Stocchetti ha affidato il suo amore per la vita della natura dalle quali trabocca una passione che accompagna tutta la sua esistenza.

                                                                                          Nicoletta Nicolin Tonelato

Aprile 2014

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