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It’s only Rock ’n’ Roll. La storia e le storie del rock in cinque serate. In Biblioteca, dal 9 Novembre al 6 Dicembre 2016

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Crescere autunno

 

It’s only Rock ’n’ Roll

La storia e le storie del rock in cinque serate

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Suoni, curiosità, emozioni ai due lati dell’Atlantico: dai Beatles a Springsteen passando per Jimi Hendrix 

Dagli anni ’50 ad oggi la musica rock ha fatto da colonna sonora alle nostre vite, ma anche ai cambiamenti storici che hanno segnato diverse epoche. Più volte dato per morto, il rock affonda le sue radici nella musica popolare americana. Rhythm’n’blues, folk, country: sono solo alcuni dei generi confluiti in un filone musicale che è stato anche potente strumento culturale e di protesta sociale, disperdendosi in miriadi di sottogeneri.

Il recente (e controverso) premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan rilancia l’importanza della musica nella cultura, anche nella sua valenza “alta” e contemporanea. La Biblioteca G. Bedeschi ha voluto organizzare sei incontri, con altrettanti esperti di livello nazionale, per capire meglio un fenomeno che, più di quanto si è abituati a pensare, esce dai confini della musica per arrivare ad influenzare ciascuno di noi.

 Tutti gli incontri si terranno presso la Biblioteca Civica

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Mercoledì 9 Novembre 2016, ore 20.30

Paolo Armelli

 ArmelliPaolo Armelli si occupa di comunicazione, giornalismo e cultura. Dopo una laurea in Lettere Moderne con una specializzazione in letteratura comparata e traduzione letteraria, si è prestato al mondo della pubblicità come content e social media manager in un’agenzia di comunicazione con sede a Milano.

Continua a occuparsi di libri, editoria e storie sul suo blog Liberlist.it. Inoltre ha collaborato con diverse testate come Vogue Italia, The Men Issue, Gazzetta.it, Rivista Studio e L’Indice dei libri del mese, Federiconovaro.eu. Attualmente è contributor per il sito Wired.it dove si occupa di editoria, serie tv, media e cultura pop. Dal 2013 partecipa alla rassegna organizzata dalla Biblioteca di Arzignano, Storie d’Estate, in cui durante i mesi estivi propone reading su svariati temi letterari, con una predilezione per gli autori d’area angloamericana: si è occupato in passato di Hemingway, Fitzgerald, Woolf, Salinger, Carver, città europee, quadri e qualche cane.  Quando non scrive o non legge, è molto (troppo) attivo sui social, soprattutto Twitter. E cerca di camuffare la sua anima pop in un mondo di anime rock.

La serata:
“Quello che i rocker non dicono. Storie e controstorie della musica rock”
Attraverso memoir, ricostruzioni e biografie più o meno autorizzate, un piccolo viaggio fra aneddoti, curiosità e segreti dei nomi più noti ma anche controversi della storia della musica.

Le letture dei brani saranno a cura di alcuni studenti del Liceo da Vinci di Arzignano.

Mercoledì 16 Novembre 2016, ore 20.30

Enzo Gentile

 enzo-gentile CROPEnzo Gentile lavora nella musica dalla metà degli anni Settanta. Debutta alla radio, poi scrive per un centinaio di testate, firma una quindicina di libri, organizza mostre e manifestazioni, lavora con teatri, festival, istituzioni.

Tra i giornali per cui ha scritto, Repubblica, il Mattino, Europeo, Epoca, Panorama, Linus, Diario, Ciak, Rolling Stone, Jam. Ha collaborato con RadioRai (Fuorigiri, Stereodrome, Caterpillar), Radio Popolare, Radio24, e a diversi programmi televisivi. Ha curato la direzione artistica di varie rassegne tra cui Suoni e Visioni, Music club, Naturalmente pianoforte. E’ docente al Master in comunicazione musicale dell’Università Cattolica di Milano; tra i volumi pubblicati Cover & Cover (Mazzotta), Dizionario del pop-rock (Baldini&Castoldi, Zanichelli), Arrivano i Beatles e Beatles a fumetti (Skira), Legata a un granello di sabbia (Melampo), Jimi santo subito (Shake), Lontani dagli occhi (Laurana). Nell’ottobre 2016 esce Time After Time-Dove, quando e perché nella storia del pop-rock (Hoepli). Milanese, nato sotto il segno dei Gemelli, giornalista professionista dal 1984, hendrixiano, motociclista, ha seguito oltre 6 mila concerti. E continua a farlo.

Mercoledì 23 Novembre 2016, ore 20.30

John Vignola

 john_vignola CROPÈ un giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico italiano.

Appassionato di musica, vi si dedica professionalmente intorno alla metà degli anni 1990 fondando e gestendo la On/Off Records, un’etichetta indipendente poi divenuta Beware! e chiusa nel 2001. Si dedica poi a scrivere o a curare testi e collane editoriali sulla storia del rock: da Rock, i 500 dischi fondamentali (2002) a Su la testa! 1994-2004, dieci anni di rock italiano (2005), seguiti da Il libretto mosso del MEI. Dieci anni di musica al Meeting delle Etichette Indipendenti (2006) e i più recenti, realizzati con Diego Carmignani, Lucio Dalla (2012) e Daft Punk. Musica robotica (2014). Nel 2015 ha curato la pubblicazione di Lucio Dalla -Trilogia, cofanetto e libro dedicati ai tre dischi che Lucio Dalla ha pubblicato, come autore e musicista, tra il 1977 e il 1980. Ha recensito dischi su Audioreview, curato la rubrica letteraria de Il Mucchio Selvaggio, suoi articoli appaiono su Vanity Fair e Rockerilla. È spesso invitato a tenere conferenze e presentazioni sulla musica rock. È direttore artistico del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana fin dalla prima edizione (2005). Come conduttore radiofonico esordisce su Rai Radio 3 sul finire degli anni 1990 per poi passare agli altri due canali Rai (con Il cammello di Radio 2, RaiStereoNotte, Ritratti, oltre alle dirette del Festival di Sanremo); dal 2009 al 2014 ha condotto il programma mattutino di Rai Radio 2 Twilight (vincendo il MArteAwards 2012 come “miglior programma radiofonico”) ed è poi tornato alla prima rete con la trasmissione serale Radio1 Music Club.

Mercoledì  30 Novembre 2016

Seba Pezzani

 Seba_Pezzani CROPSeba Pezzani è da quasi trent’anni attivo come cantante e chitarrista, nonché autore. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, da sempre è appassionato di letteratura anglo-americana. Affianca all’attività musicale quella di traduttore e interprete free-lance dall’inglese. Fra gli artisti al cui fianco ha operato, figurano Joe R. Lansdale, Jeffery Deaver, Henry Winkler, Anne Perry, Tom Franklin, John Harvey, Ruth Rendell, Lawrence Block. Collabora attivamente con la pagina culturale de l’Unità e con quella de Il Giornale. Ha pubblicato il libro di viaggio Americrazy (GL Editore) e il romanzo Tuttifrutti (Passigli Editori), scritto a quattro mani insieme all’amico giornalista Luca Crovi. È attivo sul fronte musicale con i RAB4, band di rock delle radici americane, che tra le varie esperienze vanta due tour negli USA, oltre che diverse incursioni in Europa. È direttore artistico del festival internazionale musicale-letterario “Dal Mississippi al Po” di Piacenza.

Nel 2016 è uscito il suo ultimo libro “Istruzioni per l’U.S.A.” edito da Oltre edizione.

 

 

Martedì  6 Dicembre 2016

Paolo Madeddu

MadedduPaolo Madeddu, giornalista e critico musicale, è nato a Milano, dove abita; ha lavorato per varie testate, musicali e non; ha pubblicato, tra l’altro, il libro Da una lacrima sul viso (le canzoni più deprimenti della musica italiana) e ha collaborato al Dizionario del Rock (Baldini & Castoldi) e curato la sezione italiana di 24mila dischi (Zelig Editore). Oggi scrive per Corriere della Sera, Gioia, Cosmopolitan, collabora con Symbola – Fondazione per le Qualità Italiane, e ha un sito internet ad argomento musicale, amargine.it. Altre cose, non se le ricorda. Ma potrebbe averle fatte.

La serata: “Cosa ne è stato della musica?”

Il 2016 è un anno che molto probabilmente verrà ricordato come spartiacque della musica. Partendo dalla sconcertante serie di dipartite illustri da parte di leggende della musica, è forse un buon momento per chiedersi se la vecchia domanda “Il rock è morto” ha stavolta trovato una risposta affermativa inequivocabile, e perché. Certo, il pop domina la scena, l’hip-hop se ne prende una buona fetta, la dance elettronica reclama una dignità che prima le era negata, e i nuovi cantautori iniziano a inserirsi con una certa facilità in questi generi. Ma forse c’è un prezzo: come nei social media, i mezzi di espressione condizionano i contenuti – e se le parole, i gesti, le immagini, la prestazione vocale, le collaborazioni e persino i tweet, insomma tutto quello che viene adagiato sulla torta assume un’importanza decisiva, le note, il ritmo, la melodia e gli accordi usati per impastare la torta-canzone sono sempre meno ricchi e vari. Questo la rende meno buona? Dipende dai gusti. Forse…

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