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Teatro inArzignano 2017/2018

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Cari Spettatori,
Una nuova stagione di prosa attende il pubblico del Teatro Mattarello di Arzignano. Siamo giunti quest’anno alla diciottesima edizione e siamo orgogliosi di poter proporre un calendario di dieci serate, da novembre ad aprile, nel quale viene rinnovata l’alta qualità delle proposte, con grandi nomi della storia del teatro italiano ma anche innovative proposte di ricerca della produzione teatrale contemporanea di qualità. Un’offerta che certamente incontrerà i gusti diversi del pubblico.
Grazie alla competenza del Direttore artistico Piergiorgio Piccoli di Theama Teatro, al quale è stata affidata quest’anno la gestione del nostro teatro, e alla preziosa collaborazione di Arteven, potrete assistere a spettacoli di primissimo livello.
Eugène Delacroix definì il teatro “una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili”. Siamo certi che il Mattarello di Arzignano, grazie alle opere teatrali che verranno proposte, offrirà questa possibilità a tutti gli spettatori che vorranno iniziare a frequentarlo o semplicemente continuare a farlo.
Troverete quindi nella brochure le informazioni sulla rete, con i vantaggi che questo comporta anche per i nostri abbonati. Aspettiamo di incontrarVi per condividere con Voi questa nuova esaltante Stagione teatrale.

 

Il Sindaco
Dott. Giorgio Gentilin

L’Assessore alla Cultura
Mattia Pieropan

 

Teatro copertina

 

Scarica QUI il libretto completo in PDF

Rassegna teatrale di prosa 2017/2017

 

15 NOVEMBRE MERCOLEDÌ  h 21.00

FOTO SCENA 5 HOLLYWOODHOLLYWOOD
di Ron Hutchinson
con Gigio Alberti, Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti e con Paola Giannetti
Adattamento e regia Virginia Acqua

 

Hollywood, anno 1939. Siamo nell’ufficio del produttore David O. Selznick che sta realizzando la più colossale opera cinematografica di tutti i tempi: Via col vento. Ma dopo oltre due anni di preparazione e cinque settimane di riprese già avviate, con i costi esorbitanti che lievitano, con gli attori già sul set e con il suocero, George Mayer patron della MGM che lo carica di pressioni, Selznick blocca tutto! Il film non gli piace, non sta venendo bene, la sceneggiatura di Sidney Howard è troppo lunga e il regista, il suo amico fraterno George Culor è troppo fiacco! Questo è l’antefatto ed è storia. Questo accadde veramente nella realtà e nella commedia di Hutchinson diventa l’occasione per momenti di comicità assoluta e di follia.
Sullo sfondo c’è l’antisemitismo di cui Selznick è vittima pur facendo parte della buona società statunitense che però non lo accetterà mai fino in fondo considerandolo comunque e sempre “l’ebreo”, mentre dall’Europa arriva l’eco del nazifascismo. E allora ci si accorge di quanto i caratteri di Rossella O’ Hara e di Selznick si somiglino e le loro storie si fondano: storie fatte di voglia di riscatto, di ribellione, di feroce determinazione a farcela a tutti i costi in un mondo ostile. Ma c’è anche Hollywood: il sogno americano e la passione per il cinema e la sua potenza nella vita quotidiana di tutti, perché il cinema è un universo parallelo dove chiunque può evadere dalla propria vita, perché il cinema è “l’unica vera macchina del tempo che sia mai stata inventata” e Hollywood ne è la sua incarnazione.
“Una commedia coinvolgente che da anni raccoglie successi in tutto il mondo”

 

1 DICEMBRE VENERDÌ h 21.00

Una giornata particolare_GIORNALISTIUNA GIORNATA PARTICOLARE
di Ettore Scola e Ruggero Maccari
con Giulio Scarpati e Valeria Solarino
con Paolo Giovannucci, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Paolo Minnielli, Federica Zacchia
Adattamento Gigliola Fantoni

6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di un appartamento di fronte al suo. Bussa alla porta e ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell’EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, donna ignorante e plagiata dall’affascinante figura di Mussolini, rispecchia in pieno il ruolo di donna del “regime” dedita alla famiglia, succube del marito e “mezzo di produzione” per la macchina bellica. È rapita dal fascino discreto di Gabriele e, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo mentre lui è costretto a confessare la sua omosessualità causa anche del suo licenziamento. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell’incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l’una nell’altro condividendo la solitudine delle loro anime. Gabriele regala ad Antonietta un libro (I tre moschettieri) che rappresenta il simbolo di una speranza ovvero che le donne possano
affrancarsi dalla loro condizione di “schiave” in cui erano state relegate dal regime fascista, attraverso la conoscenza e la cultura.

“Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale perché, a ben guardare, la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese.
I due personaggi, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi modificano il loro sguardo sulla realtà che li
circonda.
E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.”
Nora Venturini

 

18 GENNAIO GIOVEDÌ h 21.00

_B3A0593UN’ORA DI TRANQUILLITÀ
di Florian Zeller
con Massimo Ghini
e con Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Galatea Ranzi, Luca Scapparone, Marta Zoffoli
regia Massimo Ghini

Un’ora di tranquillità è una commedia moderna, brillante e divertente grazie al meccanismo del vaudeville giocato tra equivoci e battute esilaranti; è una macchina drammaturgicamente perfetta inventata da questo geniale scrittore francese che è stata in patria un grandissimo successo teatrale, definita una spassosa, intelligente e geniale operazione da non perdere. I personaggi hanno ciascuno un ruolo fondamentale nella vicenda ed è come se fossero loro stessi gli ingranaggi che mettono in moto la macchina della risata già dalle prime battute del testo. Si tratta di un’opera corale, dove ogni attore deve legare la propria arte agli altri.
Il personaggio “centrale” di Un’ora di tranquillità è un uomo che cerca disperatamente un momento di solitudine e serenità. È riuscito a rintracciare e acquistare un vecchio disco in vinile da un rigattiere ma, mentre cerca di trovare il modo per dedicarsi a questo cimelio, una serie di eventi e personaggi lo interrompono: la moglie che gli deve parlare di cose importanti del loro rapporto; il vicino di casa che, a causa dei lavori che sta effettuando nella propria abitazione, irrompe mentre Michel sta cercando di ascoltare il disco; fino ad un improbabile idraulico che invece di riparare i guasti, ne provoca ulteriori. A questi si aggiungono altri amici, amanti e figli che entrano in scena inconsapevoli di rendere impossibile al povero protagonista di godersi solo un’ora di tranquillità. Senza poterli minimamente prevedere verranno alla luce vecchi amori, tradimenti, bugie… il tutto tenuto sempre sotto perfetto controllo ma con la genuinità dirompente del non programmato. Il tempo di pace è praticamente un sogno irraggiungibile fino al momento in cui tutto si ferma e il disco finalmente sta per essere ascoltato…
L’abilità di Florian Zeller non è solo nella scrittura brillante, ma anche nell’arte di gestire l’imprevisto continuo, in un vortice in cui le collisioni sono inevitabili, con un gusto che amplifica il divertimento. Lo spettatore è invitato e sollecitato a conoscere la verità ma continua ad avere ben presente l’impossibilità di riuscire a sistemare le cose perché ci sono troppe varianti che interferiscono con quello che sembrava un banale progetto per trascorrere un po’ di tempo, anzi solo un’ora, di tranquillità.

 

1 FEBBRAIO GIOVEDÌ h 21.00

Processed with VSCO with 4 presetSALOMÈ
di Oscar Wilde
Teatro de Gli Incamminati e I Demoni
con Mino Manni, Valentina Violo, Giovanna Rossi, Francesco Meola
voce fuori campo Franco Branciaroli
regia Alberto Oliva

“Il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte”
Salomè è il gioco dei potenti. All’inizio c’è la proposta di Erode, un re che vuole divertirsi e abusare del suo potere e della sua sconfinata ricchezza: “Salomè, danza per me, in cambio avrai quello che vuoi”. Alla fine c’è, inatteso e perturbante, il responso di Salomè: “Voglio la testa di Giovanniil Battista”.
In mezzo c’è il tempo della danza, della vittoria dei sensi, della perdita del controllo, dell’ebbrezza dionisiaca di chi si lascia andare al godimento più puro senza badare alle conseguenze del proprio gesto.
Erode firma un assegno in bianco, il patto di Faust con Mefistofele al contrario: non vende l’anima al diavolo per la conoscenza, ma gliela vende per la lussuria, per un lungo ma limitato momento di carnalità suprema. La danza di Salomè è come il rito di Dioniso. Non è un caso che sia Salomè sia Le Baccanti finiscano con una testa decapitata. Quando si torna alla ragione dopo l’ebbrezza, ormai è troppo tardi. La testa è caduta per sempre, non torna più. Il potere rinuncia a se stesso in nome del corpo. La testa è simbolo di razionalità, controllo, saggezza. La testa che rotola via dal corpo e viene servita su un piatto d’argento è il trionfo dell’irrazionalità che regola il mondo in nome del capriccio senza legge. La danza di Salomè, diventata nell’immaginario collettivo quella dei sette veli, si carica di un erotismo macabro e sconvolgente, che suggerisce al pubblico la coincidenza tra veli e peccati e porta Salomè a divenire una figura catartica, l’unica che possa accogliere nel suo ventre sensuale tutte le perversioni dell’umanità mantenendo un’algida bellezza.

“Salomè è il Male sotto forma di Incanto.
Salomè è un’opera torbida ed estrema, che ci porta a riflettere su quello che siamo disposti a perdere per un momento di piacere: la tentazione, l’abbandono, l’attrazione del baratro.
La danza sospende il tempo, lo congela in una lunghissima pausa, dopo la quale accadrà qualcosa di violento, inevitabile, tremendo. Il mondo perde qualcosa ogni volta che i potenti si concedono l’ebbrezza dell’irrazionale.
Questi sono i temi che vogliamo affrontare in uno spettacolo di forte impatto visivo, in cui il tempo della danza diventa musica e immagini. Uno spettacolo che unisce linguaggi diversi indagando un mito che ha attraversato i secoli e le varie arti, contaminandosi e arricchendosi di infinite suggestioni, dalla poesia, al teatro, dalla musica al cinema, dalla pittura alla danza.”
Alberto Oliva

 

20 FEBBRAIO MARTEDÌ h 21.00

GBX6246 MaritiEmogli Guerritore Reggiani PH G.BortolaniMARITI E MOGLI
tratto dall’omonimo film di Woody Allen
adattato e diretto da Monica Guerritore
con Monica Guerritore e Francesca Reggiani

Nella scrittura originale di Monica Guerritore tutto accade in una notte piena di pioggia, in un luogo che, con il passare delle ore, diventa una sala da ballo, una sala d’attesa, un ristorante, un luogo della mente dove gli otto protagonisti (mariti, mogli, amanti…) si ritrovano, come nelle parole di Allen, in un “girotondo di piccole anime che sempre insoddisfatte girano e girano intrappolate nell’insoddisfazione cronica di una banale vita borghese”. Nelle simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini, nelle rotture e nelle improvvise riconciliazioni, nei vagheggiamenti a volte comicissimi a volte paradossali, si percepiscono le “piccole altezze degli esseri umani”, così familiari a Bergman, a Strindberg. E, nel perdersi in danze all’unisono, su musiche bellissime da Louis Armstrong a Etta James, il tempo intanto scivola via…

 

19 APRILE GIOVEDÌ h 21.00

LaBibbia_T6B2363 copyLA BIBBIA
Raccontata nel modo di Paolo Cevoli
di e con Paolo Cevoli
regia Daniele Sala

La Bibbia. Il Libro dei Libri. Il Best Seller dei best seller. Da tutti conosciuto anche se forse non da tutti letto. Ma sicuramente, anche quelli che non l’hanno mai sfogliato, hanno qualche nozione di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e l’arca ecc…
Paolo Cevoli vuole rileggere quelle storie come una grande rappresentazione teatrale dove Dio è il “capocomico” che si vuole rappresentare e far conoscere sul palcoscenico dell’universo. Dio è il “Primo Attore” che convoca come interpreti i grandi personaggi della Bibbia. E forse anche ognuno di noi è protagonista e attore e può scoprire anche l’ironia e la comicità di quella Grande Storia.

 

Rassegna Storie teatrali

 

15 DICEMBRE VENERDÌ h 21.00

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMIO EROE
di e con Giuliana Musso
Produzione La Corte Ospitale

Il tema generale è la guerra contemporanea, il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella delle loro madri.
Le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace. Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un  discorso etico e politico. In Mio Eroe, la voce
stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo di fronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

 

8 MARZO GIOVEDÌì h 21.00

IL-SECONDO-FIGLIO-DI-DIOIL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti
con Simone Cristicchi
scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi
regia Antonio Calenda
musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti

Ogni sogno ha una voce precisa, e sta dentro ognuno di noi. Solo i matti, i poeti, i rivoluzionari, non smettono mai di sentirla, quella voce. E a forza di dargli retta, magari poi ci provano davvero a cambiarlo, il mondo. In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di 4 mila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia.
Simone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.
Ne Il secondo figlio di Dio , si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, che culmina nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane.
Il cant’attore Cristicchi racconta l’ ”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un’umanità all’ennesima potenza?
Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino.

 

29 MARZO GIOVEDÌ h 21.00

A NIGHT IN KINSHASA_Ph_Sergio_Visciano (2)NIGHT IN KINSHASA
di Federico Buffa e Maria Elisabetta Marelli
musiche Alessandro Nidi
regia Maria Elisabetta Marelli
con Federico Buffa
Alessandro Nidi pianoforte, pianoforte preparato
Sebastiano Nidi percussioni

“Da Louisville a Indianapolis a Cincinnati, percorrerò il Tenessee, la Florida e il Mississipi e mostrerò ai neri d’America che i loro antenati sono in Africa. Dio mi ha prescelto, la boxe è solo il mezzo con cui racconterò l’Africa alla mia gente, sono sicuro che non ne sanno niente, anch’io non ne sapevo niente. Sarò il ponte tra l’Africa e l’America. Devo battere George Foreman!”
Autunno del 1974, Kinshasa, Zaire. Il dittatore Mobutu regala ai suoi sudditi il match di boxe del millennio per il titolo mondiale dei massimi, tra lo sfidante Muhammad Ali (Cassius Clay, prima della conversione all’Islam) e il detentore George Foreman. Ali ha 32 anni, l’altro 25. Sono entrambi neri afroamericani, ma per la gente di Mobutu, Ali è il nero d’Africa che torna dai suoi fratelli, George è un nero non ostile, complice dei bianchi. Tanta gente assedia lo stadio dove ci sarà il match e grida «Alì boma yé»,
Alì uccidilo.
E’ un incontro epocale che va al di là della boxe, un incontro che parla di riscatto sociale, di pace, di diritti civili. E nella consueta sinfonia di contraddizioni che è la storia di Muhammad Ali, il paradosso è che l’incontro simbolo della libertà, ha luogo in un paese oltraggiato prima dal colonialismo, poi da una dittatura che sarebbe durata trent’anni e poi ancora dalla guerra.
Ali torna nella terra dei suoi avi, a riscoprire le sue origini. ‘Sono africano, l’Africa è la mia terra. Da lì veniamo’. Sta nelle strade, va negli ospedali,
incontra i bambini. Decide di poter trasmettere quello che ha visto ai neri d’America, agli
emarginati, a quelli senza sussidi che non hanno coscienza di se stessi.
Vuole stare in mezzo ai drogati, ai disperati, alle prostitute. Questo racconta ai giornalisti. E da lì parte il racconto di Federico Buffa, giornalista sportivo che si è imposto all’attenzione del pubblico per la straordinaria capacità di raccontare le storie dei campioni e degli eventi sportivi. Una narrazione sincopata, tenuta “sulle corde” da una serrata partitura musicale scritta ed eseguita al pianoforte da Alessandro Nidi e ritmata dalle percussioni di Sebastiano Nidi, all’interno della cornice visionaria della regista Maria Elisabetta Marelli.
“Ali dopo quella lunga notte a Kinshasa si sente finalmente libero, ha un sogno nuovo in cui credere. E’ libero perfino di rappresentare l’America: l’America è tutta per lui. Il mondo intero lo è.
La storia della dittatura di Mobutu sarà ancora lunga, ma all’alba di quel nuovo giorno i congolesi festeggiano come in una purificazione, colmi di speranza e grati a quell’uomo che da solo aveva sconfitto il sistema.

 

5 APRILE GIOVEDÌ h 21.00

ALBANIA CASA MIA (3)ALBANIA CASA MIA
di e con Alexandros Memetaj
regia Giampiero Rappa
aiuto regia Alberto Basaluzzo

25 febbraio 1991, Albania. Il regime comunista che per più di 45 anni aveva controllato e limitato la libertà dei cittadini albanesi è ormai collassato.
Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, per primo quello di Brindisi. Tanto più che il focolare della rivolta, ultimo in Europa, aspetta da anni, dopo la morte di EnverHoxha nel 1985 e la caduta del muro di Berlino nel 1989, di appiccare, a partire da Scutari, divampando poi in tutta la nazione e raggiungendo le città principali: Tirana, Durazzo e Valona.
I movimenti politici formatisi (soprattutto diseredati, intellettuali e studenti) cominciano ad agitarsiì contro il governo. Le Ambasciate vengono aperte dai rispettivi paesi e inondate di persone richiedenti asilo.
Allora il presidente Ramiz Alia concede allora il diritto di viaggiare fuori dallo stato, riaprendo i confini e aprendo all’economia libera. Migliaia di persone cercano di scappare verso l’Occidente partendo dai porti di Valona e Durazzo con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l’Italia. Tra questi c’è anche Alexander Toto, trentenne che scappa da Valona a bordo del peschereccio “Miredita” (Buon giorno) e giunge a Brindisi. In quel peschereccio c’è anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Albania casa mia è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla sua terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. “Albania casa mia” è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più. E’ anche la storia del suo grande amore nei confronti della propria terra, di grande patriottismo, di elevazione di alcuni valori che in Italia non esistono più.
Quando il popolo piange sangue e si ribella allo Stato, per un gioco controverso dell’animo umano il cuore, pur bagnato di veleno, conserva gli odori, le immagini e i dolci ricordi di una nazione unica, con una storia sofferta e passionale. I destini di Aleksandros Memetaj e Alexander Toto apparentemente lontani si incrociano più volte nella storia fino a creare un’unica corda, un unico pensiero. Finché l’uno diventerà il figlio e l’altro il padre.

 

Evento speciale

7 DICEMBRE GIOVEDÌ h 21.00

concertoCONCERTO SINFONICO DI NATALE

ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
MAFFEO SCARPIS direttore
ANTONIO CAMPONOGARA pianoforte

PROGRAMMA
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Ouverture Idomeneo K 366
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 22 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K 482
Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)
Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60

Con il concerto di quest’anno si intende offrire un confronto tra le due grandi figure del classicismo viennese su due piani diversi. Mozart e Beethoven si presentano con la forma compositiva che ha rappresentato il loro rispettivo e privilegiato terreno di massima espressione creativa e sperimentale: il Concerto per pianoforte e orchestra e la Sinfonia.

INGRESSO A
PAGAMENTO
5,00 €

Ingresso gratuito per gli studenti delle scuole secondarie di 1° grado ad indirizzo musicale dei plessi Zanella e Motterle

 

Capodanno a Teatro

31 DICEMBRE DOMENICA h 21.15

La locanda delle beffe_Theama_ph Fabio Mattiolo (12)LA LOCANDA DELLE BEFFE
El galo de la Checa

di Arnaldo Boscolo
Commedia brillante in lingua veneta
con Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Anna Zago, Daniele Berardi, Anna Farinello, Matteo Zandonà, Elia Zanella e Francesca Marchiani
regia di Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese e Anna Zago

In un favolistico Veneto anni ’50, Marco Cerisiola è il proprietario della trattoria “Al Galo” e della Locanda de la “Checa”. Corpulento e rozzo, incurante della propria goffaggine, si atteggia a tombeur des femmes con tutte le frequentatrici della propria trattoria aperta in un luogo di villeggiatura, rivolgendo una particolare attenzione alla signora Serena e alla signora Pierina. Le due, amiche, scoperto il comportamento di questo “Falstaff” nostrano, decidono di rendergli pan per focaccia e al ritorno dalla villeggiatura organizzano una beffa ai suoi danni, con la complicità della “mitica” signora Bice.
Non tutto andrà per il verso giusto, anche perché nella vicenda entreranno a far parte della trama il colonnello Sanson (marito di Serena) ed il cavalier Zancan, coinvolto suo
malgrado dopo aver ingerito il miracoloso triturato di carapace di Calabria, dalle potenti facoltà afrodisiache.

A fine spettacolo è previsto un happening per festeggiare l’inizio dell’anno con brindisi e taglio del panettone.

INGRESSO INTERO: 30,00 €
INGRESSO RIDOTTO: 25,00 €
(abbonati alla stagione teatrale professionistica 2017/2018)

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IMPORTANTE
Da quest’anno la biglietteria per la vendita di abbonamenti e biglietti per la Stagione teatrale si sposta presso il Teatro Mattarello. Sarà regolarmente aperta nei seguenti giorni e orari a partire dal 17 ottobre:

MARTEDÌ dalle ore 17.00 alle ore 19.30
MERCOLEDÌ dalle ore 17.00 alle ore 19.30
SABATO dalle ore 9.00 alle ore 13.00

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Abbonamenti

PREVENDITE
Presso il Teatro Mattarello.

CONFERMA DEL POSTO
Gli abbonati alla scorsa stagione potranno confermare il posto occupato nei giorni:
17 E 18 OTTOBRE DALLE 17.00 ALLE 19.30
La conferma potrà avvenire:
- di persona, presso la biglietteria del Teatro Mattarello nei giorni e negli orari sopraindicati;
- telefonando al numero 0444 322525 (ore 9.00-13.00 e 14.30-18.00) o via mail a info@theama.it

CAMBIO POSTO
Gli abbonati alla scorsa stagione che volessero cambiare il posto occupato in precedenza potranno farlo esclusivamente SABATO 21 OTTOBRE DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 13.00 presso la biglietteria del Teatro Mattarello

NUOVI ABBONATI
Da MARTEDÌ 24 OTTOBRE e fino al 4 NOVEMBRE saranno acquistabili le nuove tessere negli orari di apertura della biglietteria del Teatro.

Biglietti

PREVENDITE
Presso il Teatro Mattarello.
A partire da MARTEDÌ 7 NOVEMBRE saranno in vendita i biglietti per i singoli spettacoli negli orari di apertura della biglietteria. La sera degli spettacoli, dalle ore 20.30, i biglietti rimasti invenduti saranno disponibili presso il Teatro Mattarello.

HANNO DIRITTO AD ABBONAMENTI E BIGLIETTI RIDOTTI , ove previsti:
- adulti Over 65;
- iscritti al Centro ricreativo anziani
- iscritti all’Università Adulti Anziani
- iscritti alla Pro Loco di Arzignano
- iscritti alla F.I.T.A. (Federazione italiana Teatro Amatoriale)

Le riduzioni non sono cumulabili e i tagliandi sono nominativi.

 

GLI SPETTACOLI INIZIANO ALLE 21.00! SI RACCOMANDA AL PUBBLICO LA MASSIMA PUNTUALITÀ. NON SARÀ PIÙ CONSENTITO ALCUN ACCESSO IN SALA DOPO LE ORE 21.00.
A SPEGNIMENTO DELLE LUCI IN SALA, LO SPETTATORE PERDE IL DIRITTO SUL POSTO ACQUISTATO.

 

PREZZI

Abbonamento 10 spettacoli

Platea e gradinata centrale
Intero € 135,00
Ridotto € 125,00

Gradinata alta
Intero € 120,00
Ridotto € 115,00

Abbonamento 6 spettacoli

Platea e gradinata centrale
Intero € 105,00
Ridotto € 95,00

Gradinata alta
Intero € 85,00
Ridotto € 80,00

Abbonamento 4 spettacoli

Platea e gradinata centrale
Intero € 70,00
Ridotto € 65,00

Gradinata alta
Intero € 60,00
Ridotto €55,00

Singoli Biglietti

Platea e gradinata centrale
Intero € 24,00
Ridotto € 20,00

Gradinata alta
intero € 18,00
ridotto € 15,00

Speciale studenti € 12,00 (under 26)

Per ulteriori informazioni
THEAMA TEATRO
Tel. 0444 322525
ore 9.00-13.00 e 14.30-18.00
e-mail: info@theama.it

 

 

 

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