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World Music Live Festival: ad Arzignano dal 30 Agosto al 20 Settembre 2018

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 WORLD MUSIC LIVE FESTIVAL

Rocca del castello di Arzignano

 

SuRealistas_Musicastrada_LR_MAzaraGiovedì 30 Agosto, ore 21.00
SU REALISTAS  (Pop Tropicalista)

I SuRealistas sono tre fratelli argentini…E cinque fratelli acquisiti! Scrivono e cantano in spagnolo, mescolando ritmi caraibici e intimità da cantautore, spirito porteño e sonorità brasiliane senza mai allontanarsi dalla loro idea di musica, fatta di ironia, esuberanza e interazione con il pubblico.
Dopo anni di continui esperimenti, nel 2016 i SuRealistas diventano un sestetto e registrano un album di inediti. Un anno dopo, la band è già diventata un ottetto con doppio frontman, fiati, pianoforte, chitarre, basso e percussioni.
A inizio 2017 il sestetto diventa un ottetto. Grazie alle composizioni di Jeremías e Joaquín, il repertorio è ormai completamente originale, seppur fortemente legato alla tradizione latinoamericana e a ritmi argentini, caraibici e brasiliani.
Line Up: Jeremías Cornejo: voce, chitarra, ukulele | Francesco Messina: voce, percussioni | Agustín Cornejo: voce, chitarra | Mauro La Mancusa: tromba | Joaquín Cornejo: sax alto, pianoforte | Gianni Valenti: sax tenore | Matteo Bonti: contrabbasso | Pietro Borsò: percussioni

 

barodromorkestar_musicastradaGiovedì 6 Settembre, ore 21.00
BARO DROM (Power Gipsy Dance)

Un mix esplosivo e coinvolgente che unisce tradizione ed innovazione. Il POWER GIPSY DANCE della Baro Drom Orkestar vi farà ballare dalla prima all’ultima nota.
Klezmer, musica armena, pizzica salentina e balkan, il tutto suonato con una formazione atipica (senza fiati), con un violino elettrico, fisarmonica e con una base ritmica, contrabbasso elettrico e batteria modificata, dall’attitudine molto rock e poco world.Ma la loro peculiarità è che, oltre ad una serie di canzoni tradizionali completamente stravolte, buona parte del loro repertorio è di loro composizione che, se vogliamo dargli una definizione, potrebbe essere appunto “Power Gipsy Dance”!“Power” rende bene l’idea di approccio a tale musica: la loro sezione ritmica, formata da un contrabbasso elettrico e una batteria “modificata” si presta spesso a sfumature rock, così come il violino che spesso viene manipolato usando effetti tipici di una chitarra elettrica come distorsori, wah-wah, delay ecc ecc. “Gipsy” perché può essere considerato un gruppo di world music che trae ispirazione soprattutto dal variegato mondo musicale dei gitani. L’ultima parola, “Dance” è molto semplice da spiegare: ai concerti della Baro Drom si balla dalla prima all’ultima nota!!

rollingaround3Giovedì 13 Settembre, ore 21.00
ROLLING AROUND (Celtic & Ball folk)

I Rolling Around suonano pezzi da ballo e canzoni provenienti da Irlanda, Scozia, Francia, Italia, che  fondono attraverso arrangiamenti accattivanti, improvvisazione e la continua ricerca di nuovi stimoli dai  repertori popolari più diversi, mantenendo sempre un forte riferimento all’area celtica. Uniscono le voci contrastanti di cornamuse, banjo, mandolino e clarinetto alla ritmica coinvolgente di  chitarra e bodhran, creando un suono inconfondibile che ha guadagnato l’entusiasmo di una nutrita folla di danzatori che li seguono da tempo nella loro avventura musicale.
Formazione:
Matteo Marcon (voce, chitarra)
Stefano Boldrin (banjo tenore, mandolino)
Valerio Vettori (uilleann pipes, clarinetto, whistles)
Victor Zanasco (uilleann pipes, whistles)
Cristian Moretto (bodhran)
ARSENE DUEVI1Giovedì 20 Settembre, ore 21.00
ARSENE DUEVI (Afro & Songwriter)

Arsene Duevi è cantante, cantautore e polistrumentista (bassista, percussionista e chitarrista), nonchè direttore di coro, educatore ed etnomusicologo (in Africa Occidentale ha condotto un’importante ricerca su ritmi, poliritmi e  canti locali). Dopo essere stato direttore del coro della Cattedrale di Lomé (Capitale del Togo), suo paese d’origine,  in seguito ad avventurose vicissitudini sbarca a Milano nel 2002 incontra Saul Beretta e debutta come compositore al Conservatorio di Milano nel 2003. Dal 2004 partecipa alle produzioni originali di Musicamorfosi, collaborando stabilmente con Giovanni Falzone e Roberto Zanisi.
Risale al 2010 il suo debutto discografico con “La Mia Africa” che ottenendo plausi e consensi lo porta ad esibirsi per concerti in tutta la penisola ad un ritmo sempre più incalzante, (anche in festival importanti come “ISuoni delle Dolomiti” e “Mi.To”) mentre la vita di Arsene scorre come un fiume tranquillo, blewu, come dice in una delle sue canzoni.
Arsene Duevi scrive canzoni nella sua lingua madre e la musica per lui è un potente mezzo espressivo, ma anche spunto per riflessioni che partono dalla saggezza dei proverbi africani per toccare temi prediletti come la pace, la giustizia e i diritti umani. Nel 2016 esce Haya – Inno alla Vita, (Musicamorfosi), 11 canzoni intrise di proverbi africani, invenzioni verbali e ritmiche, citazioni e omaggi a Fabrizio De Andrè e Bob Marley. Un vero inno alla multiculturalità, cantato in francese, italiano e Ewè, la lingua madre di Arsène, con la quale l’artista invita allo scambio e alla solidarietà, a scegliere sempre la vita, a non farsi usare dai soldi, a non darsi mai per vinti, a lasciarsi abbracciare, ad alzarsi e a ricominciare. Haya è stato presentato in diretta Radio su Radio 1, Radio 3, Radio Popolare e sui principali palchi italiani (tra cui Blue Note Milano e Parco delle Musica di Roma)
In Africa, lungo la Route internationale n°2, che attraversa la Costa d’Avorio, il Ghana, Togo e Benin, fino alla Nigeria, esistono paesini dai nomi “particolari”: Agbedrafo, ovvero “La vita è veramente difficile”, poi Agbetiko, “La vita è noiosa e pesantissima”, quindi Kunyòwu “E’ meglio la morte” ed, infine, Elavanyo, “C’è speranza”.
Trae spunto da questo percorso geografico ed esistenziale Hayà – Inno alla Vita il nuovo lavoro di Arsène Duevi, cantante, polistrumentista e sciamano musicale che seduce con le sue sonorità che mescolano Africa e Mediterraneo, Jazz e World Music, cantautorato e improvvisazione.
Intendere la Vita come percorso, non sempre facile, ma che si apre alla speranza: la speranza delle voci di chi attraversa il Mediterraneo, in cerca di un nuovo orizzonte sembrano risuonare nelle parole di Arsène: “quando in fondo non sembra esserci più nulla, c’è ancora speranza”.

 

 

 

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