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Congedo parentale

Ad Arzignano

INPS – Istituto Nazionale Previdenza Sociale
ARZIGNANO, VIA ACHILLE PAPA 26 ARZIGNANO
LUNEDI                  09.00    13.00
MERCOLEDI    09.00    13.00
VENERD             09.00    13.00

CAAF – Centri Assistenza Fiscale convenzionati con il Comune di Arzignano
- CAF Associazione Artigiani Via dei Mille, 38 -  Tel. 0444/473600 – Fax 0444/473660
- CAF CGIL Via IV Novembre, 30 – Tel. 0444/452930  – Fax 0444/451763
- CAF CIA Piazza Campo Marzio, 7 Tel. 0444/478.339
- CAF CISL Via IV Martiri, 10 – Tel. 0444/451.372 – Fax 0444/672.211
- CAF UIL Via Gen. Diaz – Tel. 0444/671.640 – Fax 0444/450.962

ASTENSIONI E CONGEDI PARENTALI

La legge italiana tutela la maternità tramite l’astensione obbligatoria, l’astensione anticipata, l’astensione posticipata dal lavoro e il congedo parentale (DLgs 151/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n°53”).

L’ASTENSIONE OBBLIGATORIA

La legge prevede il congedo di maternità dal lavoro (ex astensione obbligatoria) durante i primi due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi dopo il parto (totale 5 mesi).
Fermo restando la durata complessiva del congedo di maternità (totale 5 mesi), la donna può continuare a lavorare fino al mese precedente la data presunta del parto (8° mese di gravidanza) utilizzando così un solo mese  prima del parto e 4 mesi dopo il parto.
L’astensione obbligatoria dal lavoro può essere seguita dal congedo parentale (ex astensione facoltativa). Per le lavoratrici dipendenti è possibile percepire fino all’80% dello stipendio durante il periodo di astensione obbligatoria, quota che scende al 30% durante il periodo di astensione facoltativa.
Il congedo può essere utilizzato in modo continuativo o frazionato.
Questo lasso di tempo può essere ripartito tra madre e padre o essere corrisposto a  un solo genitore.
È necessario il rilascio della certificazione da parte di un ginecologo da consegnare successivamente al datore di lavoro.

L’ASTENSIONE ANTICIPATA

Il diritto all’interdizione dal lavoro è previsto per i seguenti motivi:
a) Complicanza della gestazione o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza (necessita di certificazione da parte dello specialista ginecologo)
b) Quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del suo bambino e la lavoratrice non può essere spostata ad altre mansioni (certificazione da parte dell’Ispettore del lavoro attivato da parte della paziente o del datore di lavoro)
La domanda va accompagnata da certificato medico di gravidanza.
La documentazione deve essere presentata alla Direzione Provinciale del Lavoro del luogo di residenza della lavoratrice.

CONGEDO PARENTALE (EX L’ASTENSIONE FACOLTATIVA)

Possono usufruirne sia la mamma che il papà fino a quando il bambino non raggiunge i 12 anni. Entrambi i genitori possono astenersi per un totale di 10 mesi dal lavoro. Sono cumulativi, vale a dire che il genitore può chiedere anche un giorno o poche ore quando ha bisogno, magari per prendersi cura del bambino.
La legge prevede che entrambi i genitori possono astenersi, anche contemporaneamente, dal lavoro.
Questo periodo può essere suddiviso in mesi, settimane, giorni o anche in ore. La madre può astenersi per massimo sei mesi, il padre per massimo sette. Quando solo un genitore può richiedere il congedo parentale, non deve superare il limite di 10 mesi.
Se la madre e il padre lavorano entrambi e tutti e due possono richiedere il congedo parentale, non possono richiedere a testa più di sei mesi, nè continuativi nè frazionati.
Per ottenere il congedo parentale, i lavoratori dipendenti oltre a possedere i requisiti di legge, devono compilare l’apposito modulo in tutte le sue parti e consegnarlo sia al datore di lavoro sia all’ufficio Inps di zona.
L’indennità per il congedo è anticipata dal datore di lavoro; in casi particolari è pagata direttamente dall’Inps (operai  agricoli, lavoratori stagionali a termine, lavoratori dello spettacolo a tempo determinato o a prestazione). Se l’Inps non provvede al pagamento entro un anno dalla fine del congedo, il diritto si prescrive.

CONGEDO PARENTALE SU BASE ORARIA

La legge 24 dicembre 2012, n.228 ha introdotto la possibilità di frazionare ad ore la fruizione del congedo parentale, i genitori lavoratori dipendenti possano fruire del congedo parentale su base oraria in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.
Per le modalità operative di presentazione della domanda e di fruizione del congedo parentale su base oraria, si rinvia a quanto contenuto nella circolare INPS n.152 del 18 agosto 2015.

E’ possibile fruire del congedo parentale su base oraria fino ai 12 anni del figlio, con retribuzione del 30% fino ai 6 anni. La durata complessiva del congedo parentale resta quella dei sei mesi, la modalità oraria non modifica la durata del congedo parentale.

La domanda di congedo parentale su base oraria deve essere presentata all’Inps telematicamente attraverso gli stessi canali (web – contact center – patronato) del congedo parentale fruito in modalità continuativa, giornaliera o mensile, ma mediante un’apposita domanda.

Vedi sito INPS per maggiori dettagli: Indennità per congedo parentale e riposi

LAVORATRICI AUTONOME*

Le lavoratrici in proprio, libere professioniste o imprenditrici, anche se non possiedono tutte le tutele previste per le dipendenti hanno diritto alle principali prestazioni legate alla maternità.

- Le libere professioniste iscritte a un ordine (avvocati, medici, commercialisti, ingegneri, etc.) hanno pieno diritto all’indennità di maternità per il periodo di astensione obbligatoria. L’indennità non è erogata dall’Inps, ma dalla Cassa di previdenza e assistenza dell’ordine a cui la lavoratrice è iscritta (es. Cassa nazionale di previdenza e assistenza medici, Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei geometri, ecc..)
L’indennità spetta per i due mesi che precedono la data del parto e per i tre mesi successivi alla data effettiva dello stesso. La prestazione è dovuta anche se non c’è un’effettiva astensione dal lavoro, in quanto, secondo la Corte Costituzionale [1], la tutela della salute della madre e del bambino è compatibile con la contemporanea cura degli interessi professionali. L’indennità è pari all’80% della retribuzione professionale denunciata nell’anno precedente l’evento, commisurata su 5 mesi (quindi 5/12 dell’80% del reddito dell’anno precedente).
Per ottenere l’indennità l’interessata deve inviare un’apposita domanda alla cassa di appartenenza, a partire dal sesto mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di 180 giorni dal parto.

- Anche per le professioniste cosiddette “senza cassa”, cioè iscritte alla Gestione Separata, è prevista un’indennità di maternità per i due mesi precedenti e i tre successivi alla data effettiva del parto.
È necessario che la professionista possieda almeno 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti. L’indennità è pagata dall’INPS, previa domanda della lavoratrice, da inoltrare in via telematica (la domanda può essere fatta tramite sito web o contact center dell’Inps, se si possiede il Pin, diversamente tramite patronato); l’istanza deve essere inviata entro un anno dall’evento.

- L’indennità durante il periodo di astensione obbligatoria per maternità è riconosciuta anche alle lavoratrici autonome ed alle imprenditrici iscritte alla Gestione Inps artigiani e commercianti, alle coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne.
Per tali lavoratrici è requisito essenziale, al fine di ottenere l’indennità, la copertura contributiva del periodo indennizzabile per maternità. L’iscrizione alla Gestione può avvenire anche successivamente alla data di inizio del periodo indennizzabile per maternità: in questo caso, se l’attività è iniziata dopo il periodo tutelato, il diritto alla prestazione sorge dal momento dell’iscrizione; in caso contrario, sorge dall’inizio del periodo tutelato.
Anche in questo caso, l’indennità è pagata dall’INPS, previa domanda della lavoratrice, da inoltrare in via telematica (la domanda può essere fatta tramite sito web o contact center dell’Inps, se si possiede il Pin, diversamente tramite patronato); l’istanza deve essere inviata entro un anno dall’evento.

*Fonte : www.laleggepertutti.it