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Arzignano, bambini e nonni trasformano 35 vecchie sedie e 6 panchine in opere d’arte: un progetto che unisce le generazioni

Il sindaco Riccardo Masiero: «Vogliamo una città nella quale generazioni diverse possano incontrarsi, conoscersi e prendersi cura le une delle altre». L’assessore al Sociale Anna Sartori: «Un progetto che valorizza l’incontro tra bambini e anziani, dimostrando come la creatività possa diventare uno strumento di inclusione, partecipazione e vicinanza».

Trentacinque vecchie sedie e sei panchine dismesse sono tornate a nuova vita grazie a un progetto che ha coinvolto i bambini della scuola primaria di San Rocco di Arzignano, gli anziani della Casa di Riposo S. Scalabrin e i volontari dell’Associazione A.M.A. (Associazione Malattia di Alzheimer) Ovest Vicentino. Un laboratorio artistico intergenerazionale che ha trasformato oggetti destinati a essere inutilizzati in simboli di inclusione, solidarietà e condivisione.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del percorso educativo e sociale “Nonni a scuola: Pensa, Crea, Ama”, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra generazioni e promuovere una maggiore sensibilità nei confronti delle persone anziane e di chi convive con l’Alzheimer.

Un laboratorio di colori, ricordi ed emozioni

«L’iniziativa ha trasformato le aule scolastiche in un vero e proprio laboratorio artigianale a porte aperte – spiega il dirigente scolastico Vittorio Trifoglio –. Qui, bambini e nonni hanno lavorato fianco a fianco per dare una seconda vita a 35 vecchie sedie e sei panchine dismesse messe a disposizione dal Comune di Arzignano».

Guidati dagli insegnanti, dai volontari di A.M.A. Ovest Vicentino e dall’artista Domenico Scolaro, Valter Zerbato e Lara Panarotto, bambini e anziani hanno dipinto e decorato gli arredi, sperimentando colori e tecniche artistiche, ma soprattutto condividendo esperienze, racconti ed emozioni.

Per gli ospiti della Casa di Riposo S. Scalabrin, il laboratorio ha rappresentato un’occasione di socializzazione, stimolazione della memoria emotiva e partecipazione attiva. Per i bambini, invece, un’esperienza educativa capace di avvicinarli al mondo degli anziani, insegnando il valore dell’ascolto, dell’empatia e del rispetto delle fragilità.

«Vedere la naturalezza con cui i bambini comunicano e collaborano con le persone affette da Alzheimer è una lezione per tutta la comunità. Questo progetto dimostra che la memoria non è fatta solo di ricordi logici, ma soprattutto di emozioni, sguardi e gesti condivisi», spiegano i promotori del tavolo Dementia Friendly Community Arzignano.

Le opere presentate in Piazza Libertà

Il risultato del laboratorio è stato presentato ufficialmente in Piazza Libertà, dove le sedie e le panchine restaurate sono diventate protagoniste di un momento di festa aperto alla cittadinanza.

All’iniziativa hanno partecipato anche la consigliera regionale Alessia Bevilacqua e Nicoletta Morbioli, dirigente dell’Ufficio Ambito Territoriale di Vicenza, alle quali è stata donata una delle sedie realizzate.

«Un progetto di straordinaria valenza: le sedie colorate, un tempo dimenticate e oggi splendenti di sfumature vivaci, restano come testimonianza tangibile di un patto di comunità – ha sottolineato Morbioli –. Questo progetto lascia ad Arzignano un messaggio chiaro: la fragilità, se affrontata insieme e illuminata dallo stupore dei bambini, può trasformarsi in una straordinaria opera d’arte collettiva».

Masiero e Sartori: «Una comunità che cresce attraverso l’inclusione»

«Questa iniziativa racconta molto bene l’idea di città che vogliamo costruire – sottolinea il sindaco Riccardo Masiero –. Una città nella quale generazioni diverse possano incontrarsi, conoscersi e prendersi cura le une delle altre».

«Il valore di questo progetto va ben oltre il recupero di sedie e panchine – evidenzia l’assessore al Sociale Anna Sartori –. Abbiamo visto bambini e anziani collaborare con spontaneità, superando attraverso l’arte le difficoltà legate all’età e alla malattia. È proprio attraverso esperienze come questa che possiamo costruire una comunità più attenta, capace di riconoscere e valorizzare ogni persona, anche nelle sue fragilità. Ringrazio la scuola, la Casa di Riposo S. Scalabrin, l’Associazione A.M.A., l’artista Domenico Scolaro e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa bellissima iniziativa».

Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni e realtà sociosanitarie del territorio. Le sedie e le panchine, recuperate attraverso il lavoro condiviso, testimoniano come anche un semplice laboratorio di pittura possa trasformarsi in un’occasione di crescita collettiva, rafforzando i legami tra le generazioni e promuovendo una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.

Anna Sartori
Assessore con deleghe a Sociale e Ambito territoriale sociale, Eventi, Pari Opportunità