L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del percorso educativo e sociale “Nonni a scuola: Pensa, Crea, Ama”, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra generazioni e promuovere una maggiore sensibilità nei confronti delle persone anziane e di chi convive con l’Alzheimer.
Un laboratorio di colori, ricordi ed emozioni
«L’iniziativa ha trasformato le aule scolastiche in un vero e proprio laboratorio artigianale a porte aperte – spiega il dirigente scolastico Vittorio Trifoglio –. Qui, bambini e nonni hanno lavorato fianco a fianco per dare una seconda vita a 35 vecchie sedie e sei panchine dismesse messe a disposizione dal Comune di Arzignano».
Guidati dagli insegnanti, dai volontari di A.M.A. Ovest Vicentino e dall’artista Domenico Scolaro, Valter Zerbato e Lara Panarotto, bambini e anziani hanno dipinto e decorato gli arredi, sperimentando colori e tecniche artistiche, ma soprattutto condividendo esperienze, racconti ed emozioni.
Per gli ospiti della Casa di Riposo S. Scalabrin, il laboratorio ha rappresentato un’occasione di socializzazione, stimolazione della memoria emotiva e partecipazione attiva. Per i bambini, invece, un’esperienza educativa capace di avvicinarli al mondo degli anziani, insegnando il valore dell’ascolto, dell’empatia e del rispetto delle fragilità.
«Vedere la naturalezza con cui i bambini comunicano e collaborano con le persone affette da Alzheimer è una lezione per tutta la comunità. Questo progetto dimostra che la memoria non è fatta solo di ricordi logici, ma soprattutto di emozioni, sguardi e gesti condivisi», spiegano i promotori del tavolo Dementia Friendly Community Arzignano.
Le opere presentate in Piazza Libertà
Il risultato del laboratorio è stato presentato ufficialmente in Piazza Libertà, dove le sedie e le panchine restaurate sono diventate protagoniste di un momento di festa aperto alla cittadinanza.
All’iniziativa hanno partecipato anche la consigliera regionale Alessia Bevilacqua e Nicoletta Morbioli, dirigente dell’Ufficio Ambito Territoriale di Vicenza, alle quali è stata donata una delle sedie realizzate.
«Un progetto di straordinaria valenza: le sedie colorate, un tempo dimenticate e oggi splendenti di sfumature vivaci, restano come testimonianza tangibile di un patto di comunità – ha sottolineato Morbioli –. Questo progetto lascia ad Arzignano un messaggio chiaro: la fragilità, se affrontata insieme e illuminata dallo stupore dei bambini, può trasformarsi in una straordinaria opera d’arte collettiva».
Masiero e Sartori: «Una comunità che cresce attraverso l’inclusione»
«Questa iniziativa racconta molto bene l’idea di città che vogliamo costruire – sottolinea il sindaco Riccardo Masiero –. Una città nella quale generazioni diverse possano incontrarsi, conoscersi e prendersi cura le une delle altre».
«Il valore di questo progetto va ben oltre il recupero di sedie e panchine – evidenzia l’assessore al Sociale Anna Sartori –. Abbiamo visto bambini e anziani collaborare con spontaneità, superando attraverso l’arte le difficoltà legate all’età e alla malattia. È proprio attraverso esperienze come questa che possiamo costruire una comunità più attenta, capace di riconoscere e valorizzare ogni persona, anche nelle sue fragilità. Ringrazio la scuola, la Casa di Riposo S. Scalabrin, l’Associazione A.M.A., l’artista Domenico Scolaro e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa bellissima iniziativa».
Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra scuola, istituzioni, associazioni e realtà sociosanitarie del territorio. Le sedie e le panchine, recuperate attraverso il lavoro condiviso, testimoniano come anche un semplice laboratorio di pittura possa trasformarsi in un’occasione di crescita collettiva, rafforzando i legami tra le generazioni e promuovendo una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.

