Arzignano ha avviato un percorso educativo dedicato alla robotica e al coding, con otto corsi completamente gratuiti rivolti a bambini e ragazzi dalla prima classe della scuola primaria fino alla terza della scuola secondaria di primo grado. Le attività, iniziate nel mese di ottobre, proseguiranno fino a maggio 2027, con appuntamenti ogni sabato mattina e giovedì pomeriggio.
L’iniziativa nasce con un obiettivo che va oltre l’apprendimento delle competenze informatiche: insegnare ai giovani a ragionare autonomamente, affrontare le difficoltà e trovare soluzioni attraverso il proprio impegno.
Robot e programmi informatici diventano così strumenti educativi per sviluppare il pensiero logico, la creatività, la capacità di analisi e il problem solving. Non si tratta di formare piccoli programmatori, ma di offrire ai partecipanti l’opportunità di scoprire il piacere di comprendere e risolvere un problema.
Il sindaco di Arzignano Riccardo Masiero sottolinea il valore educativo dell’iniziativa: «Investire nelle capacità di ragionamento dei nostri ragazzi significa aiutarli a diventare cittadini autonomi, consapevoli e preparati. Viviamo in un’epoca nella quale la tecnologia ci offre strumenti straordinari, ma proprio per questo dobbiamo insegnare alle nuove generazioni a non rinunciare al pensiero personale. Questi laboratori rappresentano un’opportunità concreta per imparare a ragionare, sperimentare e affrontare le difficoltà con fiducia nelle proprie capacità. È importante anche che queste occasioni siano gratuite, perché la crescita educativa e l’accesso alle nuove competenze devono essere alla portata di tutti».
Imparare dagli errori e trovare le proprie soluzioni
Il metodo adottato nei laboratori mette al centro l’esperienza diretta. Quando un robot non esegue correttamente un comando o un programma non produce il risultato atteso, i partecipanti sono invitati a individuare il problema, formulare ipotesi, modificare le istruzioni e verificare le proprie soluzioni.
L’errore diventa quindi parte integrante dell’apprendimento: non un fallimento, ma un’occasione per acquisire nuove conoscenze. Attraverso esercitazioni e sfide pratiche, bambini e ragazzi imparano a suddividere problemi complessi in passaggi più semplici, a confrontare idee diverse e a lavorare insieme.
Un’impostazione particolarmente significativa in un periodo nel quale l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana e può fornire risposte immediate, riducendo talvolta lo stimolo alla ricerca personale.
L’assessore all’Istruzione Mario Zuffellato evidenzia proprio questo aspetto: «La tecnologia deve stimolare il pensiero, non sostituirlo. Con questi otto corsi vogliamo offrire ai nostri studenti un’esperienza nella quale siano protagonisti delle proprie scoperte. Imparare a programmare un robot significa soprattutto sviluppare capacità di osservazione, ragionamento e collaborazione. Quando qualcosa non funziona, i ragazzi devono capire perché, confrontarsi e cercare una soluzione. È una competenza che sarà preziosa non soltanto a scuola, ma in ogni ambito della loro vita. Anche nell’era dell’intelligenza artificiale, saper pensare con la propria testa rimane fondamentale».
Un percorso educativo fino a maggio 2027
Gli otto corsi accompagneranno i partecipanti durante l’intero anno scolastico, offrendo occasioni di apprendimento attraverso attività pratiche, sperimentazione e confronto.
Accanto alle competenze digitali, i laboratori contribuiranno a sviluppare autonomia, perseveranza, spirito critico e capacità di lavorare in gruppo. Il risultato più importante non sarà soltanto riuscire a far funzionare un robot o completare un programma, ma comprendere il percorso che ha permesso di raggiungere l’obiettivo.
Un progetto che unisce innovazione tecnologica ed educazione, mettendo al centro il valore del ragionamento e la soddisfazione che nasce dal riuscire a trovare, con le proprie capacità, la soluzione a una difficoltà.

