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TEZZE-RISCHIO CAPORALATO: CONTROLLI POLIZIA LOCALE

Il vicesindaco Enrico Marcigaglia:
“Cittadini ci hanno segnalato che in orari strani c’erano furgoni che facevano salire lavoratori stranieri nei pressi della piazza di Tezze. Eseguiti controlli, per scongiurare il rischio di irregolarità e caporalati. Verificata la REGOLARITA’ dei lavoratori stranieri stagionali, impiegati presso le aziende agricole della valle.”
Il Sindaco Alessia Bevilacqua: “Importante continuare a vigiliare per garantire il rispetto e i diritti di tutti i lavoratori”

Nelle scorse settimane gli agenti di Polizia Locale di Arzignano, coordinati dal commissario Maurizio Dal Barco, hanno effettuato una serie di controlli in alcuni punti specifici della città, dopo che alcuni cittadini avevano segnalato strani flussi di lavoratori stranieri anche in orari insoliti. 

In particolare è stata controllata la stazione di Arzignano ed il centro di Tezze, dove spesso si fermano furgoni adibiti al trasporto di lavoratori agricoli. 
I controlli hanno permesso di stabilire che si tratta di lavoratori stagionali stranieri e regolari (in prevalenza rumeni e indiani), impiegati in aziende agricole della valle del Chiampo.

"L’attività di controllo della Polizia Locale -precisa l’assessore Marcigaglia– continuerà comunque per contrastare eventuali irregolarità.

Ringrazio il consigliere Comunale Mario Zuffellato, per avere coordinato e gestito le segnalazioni dei cittadini"

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ALCUNE INFORMAZIONI: Cos’è il CAPORALATO ?

Il caporalato è una forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera[1] attraverso intermediari, i cosiddetti caporali, che assumono per breve periodo (giornaliero o al più settimanale) operai senza rispettare le regole di assunzione e i diritti dei lavoratori. Il caporalato è diffuso su tutto il territorio italiano, in particolare nel settore ortofrutticolo del Mezzogiorno e nell’edilizia del Settentrione.[2] Secondo la legge italiana attuale il caporale è un mediatore illegale[3] [4] di manodopera e gestore dei lavori secondo le richieste dell’imprenditore agricolo. Il caporale ingaggia per conto del proprietario i braccianti e stabilisce il loro compenso del quale tiene per sé una parte che gli viene corrisposta sia dal proprietario che dai braccianti reclutati. Dalla seconda metà del ‘900, con lo sviluppo del diritto del lavoro, la pratica del caporalato è progressivamente emersa come attività della criminalità organizzata volta all’elusione della disciplina sul lavoro, mirante allo sfruttamento illegale e a basso costo di manodopera agricola. I salari elargiti ai lavoratori (‘giornate’) sono notevolmente inferiori rispetto a quelli del tariffario regolamentare e spesso privi di versamento dei contributi previdenziali.
(Fonte: Wikipedia)

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